Mattarella: “Camorra e mafia possono essere sconfitte”

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Camorra e mafia saranno sconfitte. Questo il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha inaugurato l’anno scolastico a Ponticelli, nell’Istituto professionale Sannino-Petriccione ricordando il sacrificio di Davide Sannino, a cui la scuola è intitolata, e di Giancarlo Siani. Esprimendo anche vicinanza e solidarietà all’agente Nicola Barbato.

Il presidente Mattarella ha poi raggiunto il Maschio Angioino dove, accompagnato dalle note del Silenzio ha deposto una corona in memoria dei caduti delle Quattro Giornate.

Poco dopo la conclusione della cerimonia al Maschio Angioino, il governatore Vincenzo De Luca ha raccolto la richiesta di incontrare una delegazione dei lavoratori Cub che stavano protestando in via Verdi.

“Di grande vicinanza”: è la risposta che il Presidente, ha dato a un cronista che gli ha chiesto quale messaggio abbia lasciato oggi a Napoli nel corso della sua visita. Mattarella è stato avvicinato dai giornalisti mentre usciva dal Maschio Angioino dopo aver deposto una corona di alloro davanti alla lapide che ricorda i protagonisti delle Quattro Giornate di Napoli. Il Capo dello Stato ha salutato calorosamente i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Nel pomeriggio, Mattarella ha assistito al San Carlo alla prima del docufilm “Il senso del Mattino”, nato dalla collaborazione tra il quotidiano napoletano e il Giffoni Experience Film Festival. In mattinata, a Ponticelli, Mattarella si era rivolto agli studenti e agli insegnanti dell’Istituto Sannino-Petriccione.

“Cari ragazzi – ha detto il Presidente a Ponticelli – vorrei che questa giornata avesse anzitutto nel segno della speranza. Non dimentico le difficoltà, le carenze, le sofferenze contro cui voi dovete combattere. Ma sono voluto venire qui a Ponticelli, a Napoli, per dire che dobbiamo avanzare insieme. Perchè la scuola è strumento di crescita personale e collettiva. Se non fosse questo, al scuola fallirebbe. Una penna, un libro possono cambiare il mondo. La scuola cambia la vita, la conoscenza è libertà, libertà di esprimere i talenti diversi e le diverse aspirazioni. La capacità di crescere insieme agli altri rappresenta la forza che permette di aprire a una cittadinanza piena. Consentire a ogni ragazzo e ogni ragazza di inseguire i propri sogni. Le risorse non basteranno mai da sole, ci vogliono le persone con le loro storie, i loro volti. Creare occasioni d’incontro, contrastare l’illegalità. Esemplare l’esperienza di questa scuola, devo ringraziare per il grande lavoro per preparare questo evento. Sono contento di essere qui nel giorno in cui la vostra scuola prende ufficialmente il nome di Davide Sannino. Era uno di voi, è stato ucciso perchè ha guadato in faccia chi lo stava rubando.Ma noi non possiamo rinunciare a essere libero, come ha dimostrato trent’anni fa l’omicidio di Siani. In queste ore Nicola Barbato lotta per la vita, a lui va affetto e riconoscenza. La scuola è dignità, la camorra e le mafie possono essere sconfitte. E voi giovani di Napoli sarete alla testa di questa nuova stagione, Napoli ce l’ha nel suo dna . Impegnatevi ragazzi, nella speranza di costruire un mondo migliore. Ha già perso cui chi entra nelle gang giovanili, chi cerca la droga, scegliete la vita non la morte. La scuola è decisiva per tutti i giovani del nostro Paese”

Il Capo dello Stato era arrivato a Ponticelli, nella sede dell’istituto professionale Sannino-Petriccione dove ha inaugurato l’anno scolastico alla presenza, fra gli altri, del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. In platea il prefetto Gerarda Pantalone, il sindaco Luigi de Magistris, il governatore Vincenzo De Luca, il presidente della Corte di appello Antonio Buonajuto, presidente dell’Anac Raffaele Cantone. “Nessun appello al Presidente, voglio solo abbia di Napoli l’immagine di città dei mille colori come l’ha vista questa estate. Non parleremo del caso Bagnoli,” dice de Magistris. “Combattere la dispersione scolastica significa combattere anche la camorra”, evidenzia il cardinale Crescenzio Sepe. il governatore Vincenzo De Luca chiede “una sfida corale, una grande mobilitazione” contro la criminalità. Mattarella era arrivato a Napoli sabato e domenica mattina aveva fatto una passeggiata sul lungomare insieme alla figlia Laura. a poco più di mezz’ora dall’inizio della visita del Capo dello stato, giornalisti e fotoreporter hanno abbandonato l’Istituto Sannino-Petriccione, in segno di protesta per le condizioni di lavoro imposte loro dall’organizzazione.

Il ministro Giannini: “Spalancare le porte della scuola”
Prima di Mattarella aveva proso la parola il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che si è rivolta agli studenti: “Davide Sannino, a cui è intitolata questa scuola, era uno di voi, un ragazzo di 19 anni che non si è piegato alla violenza. E qui nella scuola che si coltiva la risorsa più importante che abbiamo, l’intelligenza delle cose, la voglia di studiare e di conoscere. La scuola è questo: trovarsi tra amici, tra pari, che ti guidano e ti cambiano la vita. La scuola esiste per la sfida più difficile: fare di ciascuno di voi un individuo. I metodi devono essere al passo dei cambiamenti e questo è un anno di cambiamenti, un anno molto complesso. La scommessa è di aprire, spalancare le porte della scuola italiana. C’è chi dice che la riforma non funzionerà perchè non siamo la Francia, la Germania o la Finlandia. Ma risponderemo con orgoglio che noi siamo l’Italia. Siamo la terra della Montessori, di don Milani, di don Bosco”.

De Luca: “Battere la dispersione scolastica”
Per Vincenzo De Luca, “la presenza del Presidente della Repubblica all’inaugurazione dell’anno scolastico “ha un grande valore simbolico, perché dà un incoraggiamento al mondo della scuola in una Regione in cui i fenomeni di dispersione scolastica stanno assumendo proporzioni preoccupanti”. De Luca ha inoltre posto l’accento, sulla “necessità di creare opportunità di vita e di lavoro in realtà come Napoli da cui fuggono ogni anno centinaia di ragazzi e ragazze scolarizzati, per un fenomeno che sta diventando una tragedia”.

“La presenza del Capo dello Stato all’istituto Sannino-Petriccione di Ponticelli è il segnale che vogliamo dare anche alla luce del periodo difficile che sta attraversando la città di Napoli”. Così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, giunta nell’istituto superiore del quartiere napoletano di Ponticelli per l’inaugurazione dell’anno scolastico. “Sono le istituzioni che vengono a scuola – ha aggiunto – in un quartiere che ha bisogno delle istituzioni. La scelta del Presidente Mattarella di venire qui – ha detto ancora il ministro Giannini – è condivisa da noi e credo che anche a Napoli come nel resto d’Italia ci siano voglia e convinzione, gli ingredienti per ripartire”.

“La possibilità dei nostri giovani di riscattarsi parte dalla scuola” per questo è così importante che il Presidente della Repubblica abbia scelto Ponticellli per la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico”. E’ il commento di Anna Cozzino, presidente della Municipalità 6 di Napoli che comprende Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio.

La protesta dei disabili
Alcune decine di disabili, aderenti alla associazione “Tutti a scuola onlus”, hanno intanto messo in atto un presidio di protesta con cartelli e striscioni all’esterno della scuola. I manifestanti hanno protestato contro la legge di stabilità che non ha stanziato – affermano – fondi per la legge sull’autismo ed hanno chiesto un incontro al Capo dello Stato per esporre le difficoltà dei disabili nell’accesso alla scuola.

La manifestazione per la “Terra dei fuochi”
Un’altra manifestazione è stata messa in atto da un gruppo di aderenti all’associazione “Terra dei fuochi”, che raccoglie residenti dell’entroterra tra Napoli e Caserta. I manifestanti, guidati dal blogger Angelo Ferrillo, hanno aperto un grande striscione con la scritta “Stop ai roghi tossici”. In un anno, ha detto Ferrillo, “i roghi in provincia di Napoli sono stati circa 2500. Gli arresti eseguiti otto. La presenza dell’Esercito non è servita a nulla. Il traffico di rifiuti, anche tossici, prosegue, gestito dalla criminalità organizzata”. L’associazione aveva chiesto di poter incontrare Mattarella per esporre “la reale situazione del territorio compreso nella Terra dei fuochi”.

L’appello di don Patriciello
Sempre in tema “Terra dei fuochi”, il parroco anticamorra don Maurizio Patriciello lancia un appello: “Ben venga Mattarella a Napoli, anzi vorrei ricordare al Presidente che quatto mesi fa mi scrisse una lettera in cui diceva che sarebbe venuto nella Terra dei Fuochi. Lo aspetto in parrocchia quanto prima, sarebbe importante che venisse al più presto”.

La Repubblica