Massacrato a Roma: pm, omicidio premeditato e aggravato da crudeltà

CARABINIERI 4

Roma – Quello di Luca Varani è stato un omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà, dalle sevizie e dai futili motivi. Ne è convinto il pm Francesco Scavo che ha chiesto in giornata al gip Riccardo Amoroso di convalidare l’arresto e di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Manuel Foffo e Marco Prato, i due amici trentenni accusati di aver massacrato il ragazzo di 23 anni venerdì mattina in un’appartamento del quartiere Collatino dopo un party di alcune ore a base di cocaina e alcol. A confessare ai carabinieri il delitto è stato Foffo che sabato mattina, ai funerali dello zio, si era confidato con il padre raccontandogli quanto accaduto ore prima.

Prato, che era diventato amico di Foffo lo scorso dicembre, nel frattempo aveva lasciato l’appartamento per tentare il suicidio in un albergo di piazza Bologna. I carabinieri hanno trovato il cadavere sul letto, così come lo avevano lasciato i due aguzzini che comunque avevano cercato di ripulire la scena, buttando in un cassonetto della spazzatura i vestiti di Varani e il suo cellulare. La vittima, colpita a coltellate e con un attrezzo da lavoro, è morta nel giro di pochi minuti ma sarebbe stata sottoposta a lunghissime sevizie. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, appena entrato in casa su invito di Prato, Varani ha bevuto qualcosa che lo ha stordito e lo ha messo in condizione di non poter reagire né gridare. I vicini di casa, infatti, hanno detto agli investigatori di non aver sentito nulla. Foffo e Prato, che ore prima erano usciti in auto per cercare una persona da uccidere “solo per vedere l’effetto che faceva”, a quel punto si sono accaniti senza pietà sul corpo del giovane.

AGI