Massacra l’ex moglie a martellate davanti ai figli

POLIZIA 1

ROMA «Mamma non si muove, correte ad aiutarla». È il grido di disperazione lanciato ad una zia di uno dei due gemelli di 9 anni che ieri mattina sono stati testimoni dell’ennesima violenta lite tra genitori questa volta sfociata in tragedia. Accecato dall’ira per quella separazione che proprio non riusciva a digerire, il marito ha afferrato il martello e ha colpito in testa l’ex moglie fino a sfondarle il cranio, davanti agli occhi dei loro bambini. Poi ha lasciato il corpo della donna esanime in una pozza di sangue ed è andato a costituirsi dalla polizia.
È il racconto di una mattina di follia in un piccolo comune alle porte di Roma, Segni. In una villetta nel centro cittadino è andato in scena l’ennesimo femminicidio. Questa volta la causa è da ricercare nella recente separazione tra i due, lui 53enne sottufficiale dell’Aeronautica e lei 47enne insegnante d’asilo. «Era una bella donna e lui probabilmente era molto geloso», raccontano i vicini, increduli di quanto accaduto in una soleggiata domenica mattina.
Erano da poco passate le 9 quando Eraldo Marchetti è tornato a casa per prendere le ultime cose prima di salutare la moglie, Maria Manciocco, con cui erano in corso le pratiche per la separazione. Dell’idea di lasciare la famiglia, però, proprio non riusciva a farsene una ragione. E così la discussione cominciata con l’ormai ex moglie è degenerata finendo nel sangue, davanti ai due gemelli di nove anni. L’uomo ha afferrato il martello che era in casa e si è scagliato contro la donna colpendola violentemente in testa per quattro volte, fino a farla crollare incosciente sul pavimento. Poi si è chiuso la porta alle spalle e si è avviato in commissariato. «Ho ucciso mia moglie», ha detto ai poliziotti con le mani ancora sporche di sangue. Nel frattempo uno dei figli ha preso il telefono e ha avvertito in lacrime la zia. Inutile poi la corsa in ospedale dei medici del 118.
«Maria ed Eraldo non andavano d’accordo, ma si erano riconciliati – raccontano ancora i vicini -. Poi 7-8 mesi fa avevano deciso di avviare le pratiche per la separazione». In passato la donna aveva anche denunciato i metodi violenti del marito acuiti nel corso della separazione. Nei prossimi giorni l’uomo sarà sentito dai magistrati ai quali dovrà rispondere di omicidio volontario, mentre i due bambini sono stati affidati alla zia. Davanti alla porta di casa, in corso Vittorio Emanuele, c’è una rosa bianca. «Riposa in pace e proteggi i tuoi ragazzi», recita il bigliettino.