Marotta al Napoli «Festeggiamentida provinciale…»

beppe marotta

La Tour Métallique di Lione sembra la Torre Eiffel ma se ci si avvicina si capisce: non è l’originale. Un po’ come la Juve del primo tempo, solida ma un paio di gradini sotto l’interpretazione migliore. Conte si era auto-bocciato dopo Napoli e, se si fosse guardato allo specchio all’intervallo, avrebbe fatto la faccia cattiva. Il secondo tempo, almeno, ha restituito la Juve abituale, con un dato su tutti: 22 contrasti a 10, quello che ci si aspetta da una squadra che in questa classifica è seconda in Europa League. Conte sembra aver apprezzato: «Non sono preoccupato dalla condizione fisica, il Lione ci marcava a uomo e in questi casi devi sperare in un uno contro uno. Nella ripresa comunque ci siamo mossi di più e abbiamo meritato».

Passione per pochi Asamoah conferma: «Conte a fine primo tempo era arrabbiato, se le cose non vanno bene si… incazza. Dopo l’intervallo abbiamo avanzato il baricentro, abbiamo fatto bene sia sugli esterni (eclissi di modestia, ndr ) sia in mezzo al campo». La partita però è girata solo quando è entrato Giovinco: «Siamo tra i pochi a cui piace Sebastian, ha qualità incredibili – dice Conte -. Deve credere più in se stesso e sapere che deve fare la differenza come a Parma: è arrivato il momento di essere decisivo. Se ci marcano a uomo come ha fatto il Lione, lui può essere decisivo. Tra l’altro stiamo ritrovando Vucinic e sono contento della disponibilità di Osvaldo».

Napoli provincia Se nella partita a scacchi contro il Lione la Juve ha faticato, ieri ha studiato un’altra mossa: l’attacco al Napoli. Marotta nel prepartita è tornato sulla sconfitta di domenica. Ha scelto la modalità-Vidal, tackle deciso: «Ci ha dato fastidio l’eccessiva euforia dimostrata dal Napoli per una partita che vale solo tre punti. Sembrava l’euforia di una squadra di provincia, con obiettivi come la salvezza. Mi sembra che questo sia molto riduttivo per una società come il Napoli che ha un blasone». E ancora: «I 17 punti di distacco ci stanno tutti». Qualcuno aspettava che le polemiche si fermassero al post-partita di domenica? Addio.

Una guerra fredda La rivalità Agnelli-De Laurentiis sta scalando posizioni nella hit delle antipatie juventine. L’apice della rivalità moderna resta la Supercoppa 2012 a Pechino: Mazzarri manda un uomo a spiare l’allenamento della Juve e viene espulso in partita, come Pandev e Zuniga. Il rigore concesso alla Juve – gol di Vidal, decisivo per il 4-2 ai supplementari – aggiunge peperoncino e convince il Napoli a non partecipare alla premiazione. Le polemiche degli ultimi giorni hanno fatto il resto. Benitez ha acceso il fiammifero: «La Juve ha la rosa più forte: 300 milioni di fatturato…». Conte ha innaffiato con la benzina: «Il Napoli spende più di 100 milioni sul mercato, non può non giocare per vincere… noi abbiamo speso 20 milioni, loro 100 e sono fuori da Champions ed Europa League». In caso di semifinale, l’ultima frase si risentirà.

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