Marino sotto tutela, arriva Gabrielli

email zucchetti - immersione sindaco Ignazio Marino pubblicata sul Tempo -

Non è un commissariamento formale, ma nei fatti lo è. Il sindaco di Roma Ignazio Marino sarà affiancato dal prefetto Franco Gabrielli per risanare i settori più compromessi da Mafia Capitale. Dall’atteso consiglio dei ministri, che si è svolto stamane, emergono una serie di atti per mettere in sicurezza il Campidoglio e il Giubileo. Angelino Alfano, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, illustra il nuovo corso della Capitale: «Intendo incaricare il prefetto Gabrielli, nel quadro dei rapporti di leale collaborazione tra le istituzioni locali e lo Stato, del compito assicurare proposte e indicazioni al sindaco per interventi di risanamento dei settori più compromessi tra quelli emersi dalle ispezioni». Sarà commissariato, invece, il X municipio di Roma, Ostia, dove la presenza mafiosa è ormai conclamata. Ignazio Marino, ancora in vacanza ai Caraibi, si mostra soddisfatto: «La mia amministrazione è determinata, in stretta collaborazione col presidente del consiglio Renzi e con il governo, a realizzare tutto ciò che servirà alla buona riuscita del Giubileo». Le polemiche, però, non si placano. «Tutto come previsto – sbotta Alfio Marchini – hanno commissariato il sindaco invece di commissariare il Comune. Un pastrocchio che non fa altro che aumentare la confusione che già regna sovrana a Roma». Gli fa eco Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: «Di fronte al commissariamento di fatto da parte del Governo, rinnovo l’appello al sindaco Marino: dimettiti, se non per amore della città che hai dimostrato di non avere, almeno per amor proprio. I romani hanno il diritto di votare per avviare davvero un’opera profonda e radicale di pulizia». Forza Italia invoca il ritorno alle urne: «I romani devono potersi scegliere un nuovo Sindaco ed un nuovo governo della Capitale. Roma deve tornare al più presto al voto per chiudere uno dei capitoli più bui della sua storia recente».

La Repubblica