Marino: resta il rebus dimissioni, lui “Sto riflettendo”

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Il sindaco di Roma Ignazio Marino ancora al bivio: dimissioni si’ o no? Neanche l’incontro di questo pomeriggio, a sorpresa, con il commissario del Pd romano Matteo Orfini, concluso solo in tarda serata, ha sciolto i dubbi. “La riunione e’ andata benissimo e, come ho detto nei giorni scorsi, sto riflettendo”, ha detto il sindaco. “Abbiamo avuto una discussione molto cordiale, la notizia e’ che ci si parla ma la soluzione ancora non c’e’ e le varie parti restano della loro posizione”, ha spiegato il vicesindaco di Roma, Marco Causi. “Si e’ fatto un primo passo perche’ almeno si e’ aperta una discussione cordiale”. Eppure ormai il primo cittadino e il Pd sono ai ferri corti: il premier Matteo Renzi, da Cuba, e’ stato chiaro: “La posizione del Pd e’ autorevolmente espressa dal presidente del partito e commissario Matteo Orfini, a lui va il mio piu’ totale sostegno”. Ossia, Marino si deve dimettere. Voci su un possibile ritiro delle dimissioni avevano trovato conferme questa mattina in Campidoglio, a partire dalla frase della “fedelissima” Alessandra Cattoi, secondo cui il retromarcia del sindaco “e’ l’unica strada”: “Marino e’ tentato di ritirare le dimissioni”, ha spiegato l’assessore al Patrimonio, perche’ “da alcuni giorni e’ stato tentato un dialogo molto complicato con i vertici del Pd, ma non essendoci altre vie di confronto aperte, l’unica che rimane e’ quella istituzionale di ritirare le dimissioni”. Ma un altro membro della Giunta, Maurizio Pucci, e’ categorico: “So che lunedi’ saro’ al mio lavoro che non sara’ quello di assessore”. In mattinata erano circolate indiscrezioni sulla possibilita’ che Marino facesse l’annuncio gia’ oggi in Giunta, ma cosi’ non e’ stato, e ora l’attenzione si sposta su domani, quando all’ordine del giorno ci sara’ la questione della pedonalizzazione totale di via dei Fori Imperiali. Il sindaco potrebbe anche decidere di portare la discussione in Consiglio comunale, come chiesto da Sel, secondo cui “non c’e piu’ tempo da perdere”, lanciando l’appello perche’ “Marino riporti la crisi politica del governo di Roma nella sua sede istituzionale e democratica”. Il che, pero’, segnerebbe una ulteriore spaccatura tra il primo cittadino e il Pd, che dovrebbe “allearsi” con l’opposizione per far si’ che il sindaco venga sfiduciato. Sul piano formale, l’eventuale ritiro delle dimissioni deve essere comunicato all’ufficio di segreteria del Campidoglio e, forse, alla Prefettura di Roma dove e’ ferma la lettera protocollata di dimissioni e dove e’ in atto il conto alla rovescia che, in assenza di novita’, portera’ alla data del primo novembre come scadenza finale e quindi esecutivita’ delle dimissioni. Il giallo dimissioni rimane: il Campidoglio scrive che “il sindaco sta ancora riflettendo”, mentre il leader della Destra Francesco Storace annuncia che Marino non si dimette piu’, perche’ in Regione e’ confermata una sua audizione martedi’. Ossia il giorno dopo la data fatale del 2 novembre, quando il sindaco dovra’ per legge confermare o meno l’addio. Intanto Raffaele Cantone, presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione, scaglia una dura critica alla Citta’ Eterna, sostenendo che, a differenza di Milano ormai “capitale morale”, “Roma non sta dimostrando di avere gli anticorpi morali di cui ha bisogno, ma auspichiamo che li trovi in fretta”.

AGI