Marino: «Mettiamo celle negli stadi»

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La bufera Coppa Italia, con il suo tragico bilancio di feriti e scontri, ha scatenato polemiche, ma anche una serie di proposte per affrontare il problema della sicurezza negli stadi e fuori.

Al termine della Giunta nazionale del Coni, il presidente della Figc, Giancarlo Abete, riferendosi alla proposta fatta dal governo di far pagare la sicurezza negli stadi alle singole società di calcio, afferma che «una federazione sportiva non è in grado di garantire l’ordine pubblico, non ha questo ruolo né gli strumenti per farlo».

Ha invece un’idea di come affrontare il problema il presidente della Lazio Lotito: «Se Matteo Renzi pensa che le squadre di calcio debbano pagare le spese per la sicurezza delle manifestazioni sportive, deve mettere i club in condizione di realizzare gli stadi di proprietà». E ancora: «Soltanto così i club, come tutti padroni di casa, potranno consentire l’accesso unicamente alle persone rispettose delle regole».

Ha un’altra idea il sindaco Marino: «Secondo me un giro di vite va dato. Questi violenti sono dei veri e propri criminali. In Inghilterra hanno realizzato celle all’interno degli stadi. Chi crea violenza e tensione deve essere trattato con severità. Sull’ipotesi celle si può riflettere». E incontrando ieri il presidente della Repubblica slovena Borut Pahor ha voluto confrontarsi sul problema della violenza negli stadi e degli ultras. «Problema – ha ricordato ancora il sindaco di Roma – che nel suo Paese è completamente scomparso grazie ad interventi, molto duri da parte delle forze di polizia». «Sulla violenza negli stadi una riflessione deve essere assolutamente fatta, ci deve essere un’azione repressiva più severa».

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, vuole la linea dura contro gli ultras ed invoca il modello inglese: «Bisogna fare come la Thatcher con gli hooligans. Punto. Io non legifero, ma mi auspico che questo avvenga. Voglio l’immediatezza della pena senza che in qualche modo l’argomento sia rivisitabile da persone che sono state prese in flagrante – ha proseguito – Non credo che lo stadio del Villareal sia meglio dell’Olimpico, e lì il tifoso che ha tirato la banana a Dani Alves del Barcellona è stato interdetto a vita. Questo bisogna fare». Il numero uno dello sport si scaglia anche contro chi ha fischiato l’inno di Mameli: «Dire che mi addolora e rattrista è poco».

IL TEMPO