Marino: «Ci sono passaporti da stracciare Agli olandesi ho detto: pagherete i danni»

Piazza_Spagna_inaugurazione

Ignazio Marino passeggia avanti e indietro nel suo ufficio, senza più le stampelle. Ha passato il pomeriggio in riunione, attaccato al telefono. Lo hanno sentito urlare con il questore Nicolò D’Angelo e il prefetto Giuseppe Pecoraro: «Come è stato possibile? Dovete spiegarmelo». Ha provato a contattare, inutilmente, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, in volo di ritorno dagli Usa (in serata il colloquio con il capo di gabinetto del Viminale). Si è sfogato con l’ambasciata olandese. Ora a scadenza regolare ripete al suo staff «come sta?». E ce l’ha con la Barcaccia sfregiata dai tifosi. «È un danno d’immagine per la città – scuote la testa il primo cittadino – era stata restaurata con fondi privati: come farò a ripresentarmi da altri donatori?». Nel frattempo dall’account @ignaziomarino parte un tweet di sdegno, che termina con un eloquente «non finisce qui».
Sindaco, come è stato possibile un assalto del genere al cuore della Capitale?
«La gestione della sicurezza ha falle grandi e intollerabili, mercoledì sera ci sono stati altri episodi di violenza, stamani (ieri per chi legge, ndr) prefettura e questura hanno assicurato che tutto era sotto controllo, abbiamo visto cosa è successo. Azioni di questo tipo non possono accadere. Le forze dell’ordine devono continuare a fare il loro lavoro, ma questa volta ci sono delle responsabilità chiare in quanto successo».
Quali sono state le falle che si sono aperte nella gestione dell’ordine pubblico?
«Ho visto le forze dell’ordine schierate a protezione della scalinata di Trinità dei Monti e nessuno in difesa di un monumento così importante, tra le altre cose appena restaurato, come la Barcaccia di piazza di Spagna. Incredibile».
Cosa le hanno risposto prefetto e questore?
«Ho espresso loro il mio forte disappunto e ho parlato anche con il vicecapo della Polizia. Dobbiamo capire cosa deve essere fatto di diverso nella nostra città per garantire alla Capitale la sicurezza che è necessaria nella vita di tutti i giorni e negli appuntamenti importanti come questo evento sportivo».
Pecoraro e D’Angelo devono dimettersi?
«Non spetta a me fare questa richieste e valutazioni, il mio unico pensiero va alla sicurezza della città e dei romani. Registro che l’altra sera, preoccupato per i primi arresti, ho chiamato ma dalla Prefettura sono stato rincuorato».
C’è stato un errore nella catena di comando o una sottovalutazione dei tifosi?
«Mi limito a un ragionamento semplice. Ci sono uomini, carabinieri, poliziotti, che ogni giorno fanno il loro dovere, ma qui si tratta dei vertici, di chi prende le decisioni, di chi decide che bisogna stare sulle scale di piazza di Spagna invece che a difesa della Barcaccia».
E adesso chi paga i danni di queste scorribande?
«Ho detto all’ambasciata olandese chi rompe paga. Ho sentito anche il nostro ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Al vice ambasciatore olandese ho detto di strappare in faccia i passaporti a questi vandali e lasciarli a casa, perché a Roma non sono più graditi. Domani (oggi, ndr) faremo il bilancio per capire di chi sia la responsabilità nel non sapere mantenere e garantire la sicurezza della Capitale d’Italia».
Questi episodi fanno ritornare prepotente l’allarme sulla sicurezza a Roma: servono più uomini ma anche un coordinamento migliore, a questo punto.
«Certo, la Capitale ha già subito troppi schiaffoni, servono più forze dell’ordine. Questa amministrazione batterà i pugni perché vertici dello Stato aumentino gli spiegamenti. Nella Capitale viviamo un momento complesso: abbiamo appena avuto ulteriori minacce dai terroristi, abbiamo bisogno di più uomini e più donne perché siamo la capitale d’Italia e ospitiamo anche il Vaticano».
Quando ha visto le immagini di piazza di Spagna cosa ha pensato?
«Che questi tifosi olandesi sono dei barbari e che quelli della Roma devono essere diversi. Quanto è accaduto è vergognoso e intollerabile. La nostra Capitale, così preziosa e delicata, e i suoi cittadini non possono diventare ostaggio di teppisti che sono venuti a Roma con il pretesto di seguire la propria squadra del cuore e che, invece, si stanno macchiando di violenze e disordini. Non sono ben accetti qui a Roma e l’ho detto chiaro e tondo anche ai vertici dell’ambasciata olandese».

Il Messaggero