Marino avvisa i suoi: ad agosto si cambia squadra

IGNAZIO MARINO 4

Non è un caso se pensa di concedersi un po’ di vacanze per fine agosto. Prima di questa data, infatti, Ignazio Marino vuole calare il tris: l’approvazione del Bilancio, il sì certificato del Governo al piano di rientro, con tanto di nomina a commissario ad acta per sé e, in mezzo, il rimpasto di giunta. 
I TEMPI
Le tre tappe sono legate tra loro da un filo, come perle di una collana. E anche ieri mattina, durante l’incontro lampo con i capigruppo di maggioranza per annunciare la nomina di Giovanna Marinelli alla Cultura, il sindaco è stato chiaro: «Dopo l’approvazione del Bilancio, metterò le mani su alcuni settori che hanno bisogno di essere sistemati». Ergo: si cambieranno deleghe e salteranno assessori all’ombra del Marco Aurelio. Si prospetta dunque un rimpasto agostano o balneare? Sì. Anche se il termine poco piace al primo cittadino, che sovente ripete: qui non siamo in un pastificio. 
I NOMI
Ed ecco che sotto l’ombrellone potrebbe arrivare la telefonata a Rita Cutini (Sociale) e a Luca Pancalli (Sport) per il benservito. Subito dietro l’angolo il cambio con Mirko Coratti, presidente dell’Aula di estrazione gasbarriana, e Patrizia Prestipino, già assessore provinciale e pioniera renziana nell’Urbe. Poi, certo, appena si aprirà la pratica i partiti e i gruppi consiliari, al contrario delle Stelle di Cronin, non rimarranno a guardare. In questa fase però nessuno in maggioranza, a partire dai democrat, vuole rompere il sottile equilibrio con il sindaco.
LA STRATEGIA 
Francesco D’Ausilio, capogruppo dem a Palazzo Senatorio, ieri ha accolto la nomina di Marinelli con un algido «ne prendiamo atto». Non proprio squilli di tromba, ma un messaggio chiaro: la partita generale per far scattare la fase due del Campidoglio è tutt’altro che chiusa. Ma la strategia dei consiglieri e delle segreteria cittadine dei partiti, viste le poste sul tavolo per il futuro dei conti capitolini, non è incentrata sulla rivendicazione. Al momento.
Ed è proprio il motivo per cui Fabrizio Panecaldo, renziano e coordinatore di tutta la maggioranza, sempre durante l’incontro di ieri mattina – 45 minuti e niente più – si è limitato a fare arrivare questa raccomandazione al sindaco: «L’importante è che la politica sia protagonista». Uno slogan? No, piuttosto il messaggio uscito fuori dall’ultima assemblea comunale del Pd, suggellata dall’intervento del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini. 
Ma ormai il tema c’è, e ieri il sindaco con questa uscita «sulle mani da mettere in alcuni settori» ha riacceso animi e appetiti, ragionamenti e retropensieri. Sel, azionista di minoranza di Marino, sa che dovrà fare i conti con l’assalto ai galloni di vicesindaco sulle spalle di Luigi Nieri. Il Pd, appena può, non lesina bordate all’esponente vendoliano. Come dimostra il siluro sganciato dal Pierpaolo Pedetti, democrat vicino al deputato dalemian-renziano, Umberto Marroni, «sull’immobilismo» di Nieri come responsabile del Patrimonio. E’ solo questione di tempo, ma intanto le truppe iniziano a posizionarsi.

IL MESSAGGERO