Maria Grazia Cucinotta è “La moglie del sarto”, dall’8 maggio al cinema.

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Due anni per trovare una distribuzione, ma chi la dura…la vince!
Massimo Scaglione ha fatto di questa massima la sua realtà cinematografica. “Una fatica immane – dichiara il regista, un atto eroico, quasi quanto andare in guerra.”
Il suo film, “La moglie del sarto”, sbarca nelle sale dall’8 maggio in 70 copie e ha tra gli interpreti Ernesto Mahieux, Tony Sperandeo, Anna Prete, Anna Scaglione, Aurora Quattrocchi, Carlo Fabiano, Claudio Botosso, Giacomo Battaglia ed Elena Fonga.
Un film preceduto da diverse menzioni speciali, tra cui quella sezione “Worlds Greats” al 36° Festival di Montreal e fuori concorso al Festival Italiano di Toronto, per non parlare del soggetto originale e migliori costumi alla 1° Mostra Internazionale del cinema di Forteleza in Brasile.
Non è solo il regista ad avere trovato la forza di andare avanti in questo progetto, ma anche la protagonista, Maria Grazia Cucinotta, che Scaglione ha voluto come interprete, non solo per la mediterraneità della sua figura, ma anche per l’apporto internazionale dell’attività artistica (produttrice, attrice, nonché donna impegnata nel sociale).
Il film a metà tra un feuilleton d’autore e un melodramma alla Raffaele Matarazzo, riporta in auge gli antichi valori di una volta, le atmosfere crepuscolari e solari di una realtà sudista che stenta ancora oggi a cambiare.
L’ambientazione è quella degli anni “60” dove una donna di nome Rosetta, sposata ad un anziano e valente sarto per soli uomini, si trova improvvisamente sola con sua figlia Sofia.
Suo marito muore, lasciando in eredità quel piccolo, grande mondo della sartoria, un impero che le due donne vorrebbero portare avanti senza affanni nel ricordo di un grande uomo.
I potenti, tra cui l’Assessore Cordaro (un bravissimo Ninni Bruschetta) e i non potenti insidiano le donne, buttando su di loro maldicenze, per fare gli interessi dell’unico tiranno del Paese.
Cordaro vuole trasformare il borgo medioevale in un porto turistico, convincendo Rosetta e Sofia a vendere la sartoria per farne un grande albergo.
L’arrivo di un giovane uomo, un puparo dal fascino ammaliante (il bravo e bello Alessio Vassallo che deve il suo successo a “Il giovane Montalbano”), farà innamorare Sofia e porterà ad un finale un po’ fiabesco, ma che coronerà il sogno di una coppia di giovani di avere il figlio tanto desiderato. Inutile raccontare gli intrecci di un epilogo filmico che toglierebbe la sorpresa di andarlo a vedere nelle sale.
Una bella fantasia quella del calabrese Massimo Scaglione, che ha messo diversi ingredienti per un lungometraggio che incalza fino alla fine con avvenimenti più o meno drammatici.
Maria Grazia Cucinotta si è presentata alla Stampa al cinema Barberini, dopo la proiezione del film, in forma smagliante, in abito nero con trasparenze in pizzo sul decolletè e scarpe da urlo che farebbero invidia alla giornalista Carrie Bradshow.
Una bellezza femminile, che però fa capire che oltre all’aspetto c’è di più e Maria Grazia non nasconde questo.
Il suo lato testosteronico è un fiore all’occhiello in un panorama di attrici belle, ma senz’anima.
Lei oltre ad avere una famiglia, che coccola nei momenti liberi, ama le donne (pur essendo etero) e le aiuta e le sostiene in ogni momento. Ed è forse per questo che nel suo film ha voluto Marta Gastini, una attrice nativa di Alessandria che aveva incontrato sul set di “The Rite” .
Mi è simpatica Maria Grazia Cucinotta, non è una star, pur vestendo da diva, quando parla con te ti accorgi che è genuina, semplice, ma assolutamente pronta a farti la guerra se la ostacoli nei suoi progetti, da buona siciliana qual è.
Nel ruolo di Rosetta si è trovata a suo agio.
“La forza di queste due donne – afferma la Cucinotta – è attuale. Rosetta e Sofia sconfiggono il pregiudizio del loro Paese.”
Maria Grazia spende anche delle parole in favore delle donne vittime di violenza.
“Oggi c’è molta più sensibilità e una donna che subisce violenza è vero che ha paura di parlarne, ma deve avere il coraggio di tirare fuori il male che ha ricevuto.
I sogni son desideri per Maria Grazia? “Io sono una donna del Sud e dentro di me ho dei valori che sono duri a morire. Nella mia famiglia mi hanno insegnato a sognare e questo mi ha aiutato ad andare avanti anche nei momenti difficili.”
Ma cosa pensa dell’Italia, lei che è una cittadina del mondo. “Ho vissuto per otto anni a New York e lì era tutto facilissimo. Stavo nella stessa agenzia di Charlize Theron, Kevin Costner. Mi sono resa conto che lì eravamo considerati tantissimo. Vedere le bandierine italiane fuori ai negozi, è un merito per il nostro “Made in Italy”. Purtroppo in Italia non siamo capaci di pubblicizzarci.
Il nostro genio diventa grande oltreoceano, ma io lotto sempre per essere grande in Italia, altrimenti sarei rimasta lì. Quello che manca da noi è la meritocrazia purtroppo.”
Sono passati venti anni da “Il Postino” di Michael Radford, il film che l’ha resa famosa.
“E’ un film che continua a emozionare. Senza quel film non avrei avuto mai la forza di farcela. L’opportunità che mi ha dato Massimo Troisi è di fare un provino da sconosciuta e di essere scelta. Un film che mi ha aperto le porte del mondo intero ed è bellissimo sentirsi chiamare Beatrice, perché in quel momento sai che rappresenti il tuo Paese all’estero. “

Paola Aspri

Intervista video Maria Grazia Cucinotta:

Intervista video Alessio Vassallo: