Marche, allarme Ebola per un donna nigeriana Prima diagnosi: malaria

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CIVITANOVA Sospetto caso ebola nelle Marche. Una donna nigeriana di 41 anni, ex entraineuse nei tanti night della riviera, ieri ha messo in allarme l’ospedale di Civitanova dove è stata ricoverata nella notte con febbre a 38,5 gradi, forte mal di testa, dolori muscolari e vomito. Ai medici ha riferito di essere appena tornata dalla Nigeria, zona a rischio, dove era andata per sottoporsi a un piccolo intervento chirurgico per problemi ginecologici.
IL MALORE

La donna (L.E.), dopo aver soggiornato a Lagos e Benincity, è rientrata nelle Marche il 31 agosto e già dal giorno successivo ha iniziato a stare male. Il culmine, la notte scorsa quando ha avuto un malore per strada a Civitanova, alle tre di notte, vicino a un ex deposito di tram. È stata soccorsa da un’ambulanza del 118 e portata nel vicino ospedale. Immediatamente è scattato l’allarme e la straniera è stata messa in isolamento per sospetto ebola. In tarda mattina il trasferimento, in modo protetto in ambulanza, all’ospedale Torrette di Ancona. La donna viene giudicata in buone condizioni anche se la febbre è salita a 39. A una prima analisi, dopo le visite nell’ospedale di Ancona, i medici segnalano il caso come «a basso rischio». Campioni biologici sono stati inviati per primo pomeriggio di ieri al laboratorio di virologia dell’Istituto Spallanzani di Roma, i risultati sono annunciati per oggi.
LE ANALISI

«Non c’è un rischio epidemia nelle Marche – dice Marcello Tavio, primario della divisione Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera di Torrette di Ancona -. Come reparto stiamo verificando se la paziente è affetta da malaria o da febbre dengue, riguardo all’ebola attendiamo gli esiti di laboratorio da Roma». E in serata è poi arrivata la conferma che la donna è affetta da «malaria per la quale è iniziata a terapia» dice una nota di Torrette. Per escludere il virus ebola si attendono le analisi dello Spallanzani.
Della donna si sa poco. È sposata con un nigeriano e non ha figli. Da più di 10 anni vive nelle Marche dove è arrivata come entraineuse e ballerina di sala, ha un regolare permesso di soggiorno (ultimo rilascio nel 2013) dopo essere stata irregolare ed aver usufruito di varie sanatoria per regolarizzare la sua posizione. Nel 2007 ha avuto problemi con la giustizia per prostituzione e stupefacenti. L’ultima residenza è a Civitanova, anche se ora risulta cancellata dall’anagrafe. In passato ha vissuto all’Hotel House di Porto Recanati, palazzone di immigrati dove la multiculturalità si mischia anche a sacche di illegalità.
A Civitanova la paura è alta. Il sindaco Tommaso Corvatta, di professione medico, invita a non creare allarmismi: «È da escludere qualsiasi rischio per contatti casuali, tra i quali sono da considerarsi vicini di casa o personale sanitario di assistenza. Dalla testimonianza della paziente, che ha riferito di non aver avuto alcun contatto durante il suo viaggio in Nigeria con persone affette dal virus, sarebbe modesta la probabilità che la donna possa aver contratto la malattia». Il ministero della Salute ha assicurato che «sono state attivate tutte le procedure previste dalle circolari emanate da questo ministero, in linea con le indicazioni internazionali e recepite a livello regionale». Le procedure attivate, spiega il ministero, «mirano alla tutela, oltre che del personale sanitario che pratica l’assistenza diretta al paziente, della collettività e alla migliore gestione clinica del caso, con criteri di sicurezza ambientale, nonché alla sorveglianza di eventuali contatti». Il ministero fa anche osservare che negli ultimi due mesi sono stati segnalati casi sospetti, da diverse regioni, in base ai criteri indicati da Oms e Ecdc (il centro europeo per il controllo delle malattie) quali l’insorgenza di alcuni sintomi e la provenienza geografica da aree affette: tutti casi poi risultati negativi ai test di laboratorio per virus Ebola. Nelle Marche l’attenzione è stata altissima. «Il caso è venuto fuori – ha sottolineato l’assessore regionale Almerino Mezzolani – proprio perché da noi c’è un protocollo rigoroso. L’allerta che è scattata prontamente e le procedure messe in atto dimostrano già un’ottima efficacia operativa per la gestione di questo tipo di emergenza». Non tutti ne sono convinti tanto che ieri sono state presentate interrogazioni a raffica in Consiglio regionale sulla gestione del caso e il protocollo.

Il Messaggero