Manovra, la Ue promuove l’Italia Parigi rimandata monito a Berlino

EUROPA UE 3

Nessuna procedura contro l’Italia per la violazione della regola del debito e due anni in più alla Francia per riportare il deficit sotto il 3%: la Commissione Ue ieri ha optato per la linea morbida con i paesi che rischiano di infrangere le regole del Patto di Stabilità. «Tenendo conto di tutti i fattori rilevanti, è stato concluso che l’apertura di una procedura» contro l’Italia per la situazione dei conti pubblici nel 2015 «non è giustificata», ha detto il vicepresidente della Commissione, Dombrovskis. Gli sforzi sulle riforme, la recessione e la bassa inflazione sono stati considerati come fattori attenuanti, tali da giustificare un’eccezione alla regola del debito prevista dal Patto. L’aggiustamento di bilancio strutturale richiesto – sopra il 2% di Pil – sarebbe stato «insopportabile per un paese che ha subito 4 anni di recessione», ha spiegato il commissario agli Affari economici, Moscovici. «Siamo soddisfatti», ha dichiarato il ministro dell’Economia Padoan: «Il riconoscimento della corretta impostazione che abbiamo dato alle finanze pubbliche è un risultato importante soprattutto perché solo pochi mesi fa non era per nulla scontato».
La Commissione ha comunque deciso di inviare una lettera al governo italiano per ricordare che il criterio del debito «non è obsoleto». Anche al Belgio è stato concesso lo stesso trattamento dell’Italia. La Francia, invece, è stata il «caso più complicato discusso» dalla Commissione, ha ammesso Dombrovskis. Parigi ha evitato le sanzioni ed ha ottenuto di spostare il calendario sul deficit dal 2015 al 2017. È la seconda proroga in due anni. Ma se Parigi non adotterà una manovra aggiuntiva entro l’estate, la Commissione intende rivedere la sua decisione.
LO SCENARIO
Il pacchetto economico adottato ieri è ampio: l’esecutivo comunitario ha individuato i paesi con squilibri macro-economici eccessivi. L’Italia, per l’alto debito e la bassa competitività, è rimasta nella categoria di chi mette a repentaglio la stabilità della zona euro. Nel gruppo con squilibri eccessivi entra anche la Francia. Dombrovskis ha minacciato di avviare una procedura contro Parigi in maggio, se le riforme non saranno rafforzate per far fronte alla perdita di competitività. Anche la Germania diventa una sorvegliata speciale, in particolare per il basso livello di investimenti pubblici e privati, che contribuiscono «a surplus delle partite correnti molto alti». Il messaggio inviato dalla Commissione di Jean-Claude Juncker è che le riforme pagano, in particolare nel caso dell’Italia. Ma lo sconto alla Francia ha provocato un duro scontro tra i commissari e le ire di alcuni Stati membri. Dombrovskis avrebbe voluto far scattare una multa contro Parigi. Moscovici aveva proposto di concedere 3 anni in più per permettere a Hollande di affrontare indenne le elezioni presidenziali del 2017. Alla fine è stato trovato un compromesso, ma l’Eurogruppo potrebbe modificare la decisione.

Il Messaggero