Manovra, la Ue avvisa «Ancora possibili misure aggiuntive»

EUROPA UE

Malgrado il primo via libera alla Legge di Stabilità, la Commissione europea a novembre dovrebbe chiedere all’Italia un’ulteriore manovra per rispettare pienamente il Patto di Stabilità, e in particolare la regola del debito. Il fatto che non siano state riscontrate serie deviazioni, «non significa che tutti i piani di bilancio rispettano in pieno le regole», ha avvertito ieri il commissario agli Affari economici, Jyrki Katainen: nelle valutazioni del prossimo mese potrebbero essere chieste «misure addizionali o sostitutive per assicurare la piena aderenza delle regole». Per la Francia, che come l’Italia ha ceduto alle pressioni correggendo al rialzo l’aggiustamento strutturale, «non può essere escluso che la Commissione sia costretta ad adottare iniziative sulla base della procedura per deficit eccessivo», ha avvertito Katainen. «Non possiamo cambiare retroattivamente gli impegni: se mi chiede se i paesi eviteranno multe per quest’anno a causa delle mutate prospettive economiche, la risposta è no».
Per la Commissione, ciò che conta è l’aggiustamento strutturale e, nonostante i nuovi impegni assunti, i conti non tornano ancora. Come lo scorso anno, Italia e Francia dovrebbero finire tra i paesi ad alto «rischio di inosservanza» del Patto, a cui la Commissione chiederà una manovra correttiva. Secondo fonti europee, l’aggiustamento strutturale richiesto «sarà vicino allo 0,7%», che l’Italia deve realizzare non solo sulla base delle Raccomandazioni europee, ma anche per rispettare la regola del debito. Tradotto: 6,4 miliardi in più. L’indicazione della Commissione non sarà vincolante. Ma se il governo non vi darà seguito, il rischio è che dal 2017 – quando entrerà in funzione il Fiscal Compact – sia imposta una manovra da oltre 20 miliardi.
I COFINANZIEMENTI
La Commissione, inoltre, potrebbe inviare un avvertimento preventivo per il 2014, perché lo scostamento italiano rispetto agli obiettivi di aggiustamento strutturale per la regola del debito è dell’1%. Katainen ha voluto lanciare un richiamo anche sulle riforme: il programma del governo è «ambizioso, la Commissione lo sostiene, è politicamente delicato, ma assolutamente necessario». Tuttavia le riforme «devono essere adottate da entrambe le camere del Parlamento e attuate».
Nel frattempo, la Commissione ha approvato l’accordo di partenariato con l’Italia sui fondi strutturali per il periodo 2014-2020. L’ammontare complessivo delle risorse si avvicina a 44 miliardi – di cui 32,2 per la politica di coesione e 10,4 per lo sviluppo rurale – per cofinanziare progetti approvati. Ma la Commissione ha posto come condizione che ogni programma operativo sia accompagnato da un piano di rafforzamento amministrativo per rafforzare la capacità di assorbimento e l’efficacia dell’utilizzo dei fondi. Inoltre, Campania, Calabria e Sicilia non hanno ancora presentato i programmi operativi regionali e subiranno un ritardo per il lancio dei progetti. Secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il nuovo «contratto» tra Ue e Italia rappresenta «una nuova sfida da 44 miliardi per la crescita del Paese».

Il Messaggero