Mancini: ‘Yaya come Messi e Ronaldo, non accetto accuse sulla preparazione’

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Roberto Mancini torna a parlare dopo il divorzio con l’Inter. L’ex allenatore nerazzurro ha dichiarato in un’intervista al Corriere dello Sport: “Ci siamo stretti la mano, da buoni amici. I rapporti restano buoni e non ho motivo di avere rancori contro il club nerazzurro, come penso loro non possano averne nei miei confronti. La risoluzione è stata consensuale, non siamo riusciti ad imboccare la stessa strada per raggiungere gli obiettivi che l’Inter deve sempre avere davanti: lo scudetto e la Champions. Resterò, ovviamente, un tifoso nerazzurro. Non voglio dire oggi che ho fatto male ad accettare. Era una sfida importante, sono convinto di non aver sbagliato a tornare a Milano. Purtroppo non ho concluso la missione, ma resta un’esperienza positiva. Sono stati fatti passi avanti molto importanti, oggi esiste una squadra base che prima non c’era. Ecco, mi dispiace di non aver terminato il lavoro come la prima volta. Cosa cambierei? Forse il mese di gennaio, quello in cui l’Inter ha avuto un black out totale. Purtroppo quando riapri un ciclo può capitare. Se qualche sconfitta fosse diventata un pareggio, probabilmente saremmo andati noi a fare il preliminare e non la Roma. Anche nel 2004 eravamo partiti a piccoli passi e poi siamo saliti al vertice per restarci”.

PREPARAZIONE OK “L’unica accusa alla quale voglio rispondere è sulla preparazione inadeguata. Sciocchezze. L’ultimo che mi ha tirato in ballo è stato Gullit. Era invidioso da giocatore, lo è anche adesso da disoccupato.Cosa sa lui per parlare del lavoro di un collega? All’Inter hanno i dati del lavoro fatto durante la preparazione: siamo nell’epoca moderna, ci sono i GPS, i computer, io ho uno staff di professionisti seri, nessuno può permettersi di denigrare il nostro piano. Ci sono i dati, i numeri, è tutto registrato. Non esiste, per chiarezza, una squadra pronta il 20 agosto. Ci vogliono sei o sette giornate, diciamo il mese di settembre, per essere al top. E questo vale per tutti. Fine del discorso e di una polemica strumentale”.

YAYA TOURE’ “Da sempre era uno dei miei obiettivi. Avevamo quasi chiuso il suo acquisto con il presidente Thohir un anno fa, poi lui preferì non tradire il Manchester City dove lo avevo portato io. Touré, come Ibrahimovic, è uno di quei giocatori che fanno la differenza, possono spostare da soli l’esito di un campionato. Come Messi e Cristiano Ronaldo. Certo, oggi la Juve fa parte di un altro pianeta, sotto tutti i punti di vista. Ma se un club avesse preso Ibra o Yaya o addirittura tutti e due insieme avrebbe lottato con i bianconeri per il titolo. Ne sono certo. Non parlo solo dell’Inter, parlo di Milan, Napoli, Roma, Fiorentina…Le big, insomma, quelle del giro che conta. Guardiola lo ha fatto fuori? Non sono problemi miei. Colgo l’occasione per chiarire che non ho mai criticato Guardiola come non ho mai criticato alcun collega da quando lavoro in panchina. Magari attaccavo gli allenatori da giocatore, non certo adesso… Sono circolate dichiarazioni a favore di Hart in cui avrei coinvolto lo spagnolo, ma erano inventate. A chi mi ha intervistato, ho solo detto che Hart è un grande portiere ed ha fatto bene ad accettare l’offerta del Torino. La Serie A è una grande scuola per numeri uno. Rientrerà in Premier con ancora maggiore classe ed esperienza. Poi ogni tecnico può avere la propria idea ed è giusto che la difenda”.

SCUDETTO ALLA JUVE – “Sì, direi di sì. Il colpo Higuain fa la differenza. E’ chiaro che Gonzalo non segnerà 36 gol come a Napoli perché si dividerà tra campionato e Champions, però è uno di quegli acquisti che creano il vuoto alle spalle. La società bianconera è avanti anni luce. Ha lo stadio di proprietà, ha vinto cinque titoli consecutivi e voglio vedere quanti ancora ne raggiungerà. Può battere ogni record. Dybala ho provato a portarlo all’Inter, da Palermo, ma lui scelse la Juve. Un fuoriclasse, uno che può avvicinare Messi. Dietro la Juve ci sono Napoli, Roma, Inter e Milan, con Fiorentina e Lazio che possono creare problemi a tutti in una partita secca. Hanno giovani talenti molto interessanti. De Laurentiis ha investito i 90 milioni di Higuain su talenti importanti: raccoglierà i frutti di questi investimenti con il tempo”. 

MILAN AI CINESI – “Non hanno fatto in tempo, stanno sbarcando in Italia proprio in questi giorni. I tifosi del Milan devono avere pazienza: una garanzia è l’arrivo di Marco Fassone, un grande dirigente con cui ho lavorato in nerazzurro. Ha una notevole competenza e creerà un gruppo di lavoro importante”.

TOTTI “Giocatore fantastico, in cui spesso mi sono riconosciuto, non è un mistero. Francesco ha avuto un grande coraggio a continuare, io alla sua età ero già in panchina da molto tempo. Ecco, lo dico: ho il rimpianto di non averlo mai allenato, mi sarei divertito moltissimo, soprattutto nelle partitelle… Qualche volta andrò a vederlo all’Olimpico, certo. E mi dispiace vedere che qua lo stadio è quasi deserto. Purtroppo sono stati messi dei paletti importanti per entrare all’Olimpico. E, in generale, in Italia il pubblico si sta allontanando: in Inghilterra vedo tutto esaurito in agosto”.

PREMIER“Manchester City o United? Sarà un testa a testa, la mia ex squadra resta sempre la più forte, sulla carta. Sono ancora orgoglioso di aver costruito quel colosso: Yaya Touré, David Silva, Aguero… Dall’altra parte di Manchester c’è Ibrahimovic: sarà un duello appassionante ma occhio al Chelsea. Conte è già partito benissimo. Ranieri ha raccontato una favola diventata leggenda. Ha tenuto duro, ha colto l’attimo. Ora penso che per il Leicester sarebbe un successo altrettanto grande arrivare nelle prime sei. Il loro scudetto ricorda quello del Verona. Samp e Lazio, invece, avevano un progetto alle spalle, investimenti fatti sul mercato per vincere. La nostra scuola di allenatori è davvero al top: siamo allenatori di punta, esportiamo il nostro calcio in tutto il mondo. Certo, vederne così tanti in Inghilterra fa un certo effetto conoscendo quanto loro siano nazionalisti. Ancelotti? Tecnico e uomo straordinario. Sempre sereno ma, credetemi, quando vuole è duro anche lui. Vincerà la Bundesliga con il Bayern, è abituato a gestire grandi squadre e non avrà molte difficoltà nell’impatto con la nuova realtà”.

CHAMPIONS“Ecco un altro grande rimpianto. La inseguo dalla notte in cui l’ho persa con la Samp contro il Barcellona per una questione di centimetri. Io ci credo, come sempre. A volte vai in un club, vinci lo scudetto e subito anche la Coppa più importante. Detto questo, difficile prevedere chi partirà con il ruolo di grande favorita: posso dire il Barcellona perché ha Messi, Neymar e Suarez ma quando si entra nella fase finale tutto può accadere. Zidane al Real Madrid ha gestito il suo ingresso in quel colosso grazie all’esperienza accumulata da giocatore. Ripetersi è sempre difficile ma è chiaro che la squadra di Ronaldo è sempre tra le candidate al successo”.

FUTURO “Aspetto un progetto serio, non ho fretta. Ogni tanto staccare fa bene. In Italia o all’estero? Non ho preclusioni, lavorare in Inghilterra è stato fantastico. La Premier resta il top. Ventura è stato intelligente, ha lavorato sulla base costruita da Conte e ha messo in moto la macchina. Nel bienno potrà utilizzare talenti emergenti come Immobile, Verratti, Insigne, Bernardeschi, Baselli. I giocatori ci sono e il ct è un maestro di calcio. E’ una squadra in cui credo. Io ct della Nazionale? Mi piacerebbe come a tutti quelli che fanno il mio lavoro. La Nazionale del proprio Paese è un punto di arrivo, un motivo di orgoglio. Sentire l’inno e rappresentare gli italiani è una sensazione che ho provato in Inghilterra con il City. Da brividi. Chissà…”.

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