Mancini: “Niente oriundi, in Nazionale solo italiani”

Roberto_Mancini

“La Nazionale italiana deve essere italiana”. Roberto Mancini, tecnico dell’Inter, prende una posizione netta contro la convocazione degli oriundi in azzurro. Il c.t. Antonio Conte ha chiamato Vazquez e Eder per il doppio impegno con Bulgaria e Inghilterra, ma prima di loro c’erano stati altri esempi, da Camoranesi, campione del mondo 2006, a Paletta, chiamato per Brasile 2014, passando per Thiago Motta, Amauri e lo stesso Osvaldo, allenato per poche settimane da Mancini all’Inter.

LA STOCCATA — “Io so che la nazionale italiana deve essere italiana – spiega Mancini all’Hotel Hilton di Fiumicino – . Magari ci troviamo in nazionale un giocatore che non è italiano ma che ha solo dei parenti qui. Ma questa è solo la mia opinione”. E a chi fa notare che la Germania ha vinto l’ultimo Mondiale anche grazie agli oriundi, Mancini risponde: “Ma i loro giocatori sono nati in Germania… Io penso che un giocatore italiano meriti di giocare in Nazionale, mentre chi non è nato in Italia, anche se ha dei parenti, credo non lo meriti. Se le regole sono queste Conte fa bene ad applicarle, ma io resto della mia opinione”. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda Zeman (“Se uno gioca in una nazionale è perché è nato, cresciuto e capisce di quel paese, è vero che c’è la globalizzazione, ma conta la mentalità del paese. Sta a quelli che crescono nel paese fare meglio di quelli che crescono fuori”) e Mandorlini (“Facciamo tanto per far uscire i giovani e poi prendiamo gli oriundi. Sarebbe meglio far uscire i nostri giovani”).

LA POLEMICA — A Mancini hanno risposto Iachini e Tavecchio. “Vazquez ha la mamma italiana, più italiano di lui… Se uno sente un’appartenenza sulla base di un legame affettivo tanti discorsi in più servono a poco”, ha detto l’allenatore del Palermo. ” Gli oriundi in Nazionale? Con uno di loro mi pare che abbiamo vinto anche un Mondiale nel 2006 – è stato invece il commento di Tavecchio. – Conte comunque ha la libertà assoluta di individuare le persone che hanno titolo per giocare. Se uno ha la cittadinanza può giocare, è cittadino italiano quindi il discorso è chiuso”, è stato invece il commento di Tavecchio.

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