Manchester United, anche Conte tra i papabili per la panchina.

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Nel giorno della conferenza stampa di presentazione di Ryan Giggs, è già necessario interrogarsi su chi prenderà il suo posto sulla panchina del Manchester United. L’obiettivo del gallese, che si autodefinisce “fiero e nervoso” è di restituire il sorriso ai tifosi vincendo le poche partite che rimangono. La cosa ancora più importante, però, è un’altra: divertire la gente e ritrovare lo spirito che ha contraddistinto la storia dei Red Devils, squadra sempre protagonista in Inghilterra e in Europa ritrovatasi a fare la comparsa. “Credo in voi e so di cosa siete capaci. Andate là fuori e dimostratelo”: queste sono state le prime parole rivolte dal gallese alla squadra.

I preziosi consigli di Ferguson e la determinazione di chi ha definito lo United “tutta la sua vita” spingeranno i Diavoli Rossi a ricompattarsi. Poi, però, il traghettatore, il più fedele tra i Fergie Boys,lascerà il suo posto. L’annus horribilis di Moyes – 27 vittorie, 9 pareggi e 15 sconfitte in 51 partite, già eliminato da tutte le coppe e mestamente settimo in classifica a quattro giornate dal termine – ha lasciato un’eredità difficile. Lo scozzese ex Everton non è stato all’altezza del blasone dello United, ha fallito gli obiettivi di mercato come Fabregas e Alcantara strapagando Fellaini e Mata, e ha collezionato una triste serie di record negativi. Se si pensa che, prima che Ferguson scegliesse il suo connazionale, tra i papabili successori c’era Mourinho, a Manchester si mangeranno le mani.

L’attualità, però, insieme al mercato degli allenatori, suggerisce che questa pesante eredità potrebbe ricadere sulle spalle di Louis van Gaal. L’attuale tecnico degli Oranje ha chiesto il permesso alla federazione olandese per trattare con i dirigenti del Manchester United. Il suo contratto scadrà alla fine del Mondiale in Brasile e ha annunciato da tempo che all’inizio di luglio interromperà la sua seconda avventura sulla panchina della nazionale: era stato già ct per un biennio dal 2000 al 2002, prima di essere richiamato nel 2012 per sostituire Bert Van Marwijk, dopo l’eliminazione agli Europei in Polonia e in Ucraina (zero punti in tre partite nella fase a gironi, peggiore risultato nella storia dell’Olanda). A sostituirlo sarà Guus Hiddink. Van Gaal potrebbe diventare il primo tecnico non britannico dei Red Devils, che hanno avuto dal 1892 soltanto ventidue allenatori. La sua candidatura, forte già per una questione di esperienza, è stata approvata dall’inquieto van Persie che con Moyes non aveva un bel rapporto: una delle chiavi per la conferma dell’attaccante è rappresentata proprio dal suo arrivo.

L’alternativa è Jurgen Klopp: a 46 anni è stato l’artefice del gioiello Borussia Dortmund, che dopo aver raggiunto la finale di Champions quest’anno non si è ripetuto anche a causa dei troppi infortuni. Il profilo del tedesco piace per il suo carisma e la capacità di dare spettacolo, ma dopo aver prolungato il contratto fino al 2018 lo scorso ottobre, il tecnico dei gialloneri ha usato parole significative: “Il mio impegno per il Borussia Dortmund e il suo pubblico non si può rompere”. Non le solite frasi di circostanza, insomma.

E’ così che sono spuntati fuori anche i nomi di Simeone e Conte. Il primo è l’artefice del miracolo Atletico Madrid, il secondo sta per condurre la Juventus al terzo Scudetto consecutivo. Entrambi sono ancora impegnati in Europa e solo l’ambizione di misurarsi con una realtà ambita, vista anche la loro giovane età, potrebbe allontanarli dai rispettivi progetti. Remota l’ipotesi Laurent Blanc, decisamente da escludere la pista che porta a Pep Guardiola.