«Mai usata la parola frocio. Scritte falsità»

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Fosse rimasta circoscritta al campo, la querelle tra Maurizio Sarri e Roberto Mancini non avrebbe avuto ripercussioni di nessun genere. Polemiche che si infittiscono e che minacciano di prolungare l’agonia del caso. E adesso c’è un nuovo giallo che investe proprio il tecnico nerazzurro che dopo aver appreso un nuovo retroscena sulla sua vita da tecnico, minaccia querele. La storia racconta che nel 2001, quando il Mancho era alla guida della Fiorentina, inveì in maniera plateale contro il collega della Gazzetta dello Sport Alessio Da Ronch. La Gazzetta rivela un episodio relativo al centrocampista Amaral, in permesso in Brasile secondo la versione fornita dal club viola, mentre la rosea configura invece un alterco con Mancini che lo riteneva fuori dal progetto e quindi il giocatore ha preferito andare via prima della sosta natalizia e tornare in Brasile. Un articolo che fece scalpore in tutta Firenze e che costrinse Mancini a far convocare il giornalista per un colloquio privato per un chiarimento. Che invece, secondo quanto scritto da Da Ronch, non ci fu. Roberto Mancini cominciò ad insultarlo, volarono parole mgrosse e alla fine Mancini venne fermato dall’addetto stampa della Fiorentina e apostrofando Da Ronch con un «sei un frocio di m…, vieni qui». Il tutto si sarebbe svolto davanti ad altri giornalisti e a parte della squadra richiamata dalle urla di Mancini.

Finito? Manco per idea e ieri un nuovo capitolo della querelle perchè attraverso il proprio sito, Mancini replica a brutto muso alle accuse di aver usato quindici anni fa la stessa parola: «Non ho mai usato quella parola perché non fa parte del mio linguaggio. Non pretendo che tutti condividano il mio modo di stare nel calcio, ma al riguardo, sulle cose che non ho fatto, esigo rispetto. Vorrei che si mettesse fine a questa storia che è stata oggetto di troppe strumentalizzazioni e divisioni».

Facile a dirsi, visto che la bufera l’ha scatenata proprio lui. Il tecnico nerazzurro adesso vorrebbe mettere una pietra sopra all’intera vicenda e lo fa cercando di deviare l’attenzione su altri temi: «Ribadisco la mia delusione – scrive ancora sul suo sito Roberto Mancini – ma vorrei che la concentrazione tornasse ora sui nostri obiettivi sportivi e sulla prossima partita, fondamentale per il prosieguo della stagione dell’Inter». Il fatto stesso che il giudice sportivo non ha ritenuto quelle frasi omofobe, rappresentano una sconfitta fuori campo per Mancini che da uomo di calcio e con un po’ di buon senso, poteva pure evitarla.

Il Tempo