Mafia Capitale,Renzi: in cella chi ruba Opposizione insorge: subito dimissioni

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, durante la presentazione del libro di Aldo Cazzullo 'Basta Piangere!' al teatro Argentina, Roma, 26 novembre 2013. 
ANSA/CLAUDIO PERI

“Un Paese solido combatte la corruzione, come sta avvenendo in Italia, con grande decisione e forza, mandando chi ruba in galera”. Lo ha detto Matteo Renzi riguardo agli ultimi sviluppi dell’inchiesta su Mafia Capitale. “C’è la presunzione d’innocenza – ha precisato il premier, ma quando si arriverà a sentenza definitiva è giusto che chi ha violato le regole del gioco paghi, tutto, fino all’ultimo giorno e fino all’ultimo centesimo”.

Di Maio: Dem non coinvolti? Orfini si dimetta – “Chiediamo le dimissioni di Orfini, chiediamo alla segreteria del Pd di sapere chi hanno candidato, anzi cosa hanno candidato. Orfini mi diceva l’altro giorno in tv: “Come ti permetti di dire che il Pd è coinvolto in mafia capitale…”. Lo afferma il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio in merito all’arresto dell’esponente del Pd Andrea Tassone nella retata per l’indagine su Mafia Roma. “A Renzi dico che è finita l’epoca del ‘io non c’ero’. Dicono sempre che le colpe sono di quelli di prima ma in questa classe dirigente ci sono tanti indagati”.

Orfini: servizi segreti non sapevano di Carminati? – “E’ curioso che una figura come Carminati abbia potuto costruire un sistema criminale di tale entità. Chiederò al Copasir di occuparsi di questa vicenda, per chiedere come è possibile che i servizi segreti non si siano accorti di cosa stava facendo una persona a loro evidentemente nota”. Lo dice il presidente del Pd e commissario romano del partito Matteo Orfini durante la conferenza stampa sulla seconda ondata di arresti nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale.

Brunetta-Romani: Marino e Zingaretti si dimettano – “L’amministrazione di Roma, in cui emergono infiltrazioni criminali e collusioni anche dell’attuale gestione, non può andare avanti. Nonostante gli sforzi di illusionismo del Partito democratico, anche nelle ultime ore, ognuno è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità. E’ compito della politica romana, a partire dalla sinistra, oggi al governo della città e della Regione, dire finalmente ‘basta’ all’umiliazione della Capitale d’Italia. Il sindaco Marino e il governatore Zingaretti con le loro giunte devono dimettersi”. Così i capigruppo di Fi di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani.

Salvini: “Sono dei ladri. Nuove elezioni” – “Mafia Capitale, altri 44 arresti per il business degli immigrati. Fermare subito le partenze e gli sbarchi, bloccare subito tutti gli appalti! Altro che buoni, accoglienti e solidali… sono ladri! Renzi e Alfano spargono clandestini negli alberghi di mezza Italia, capito chi ci guadagna?”. Così su Facebook il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, che vorrebbe nuove elezioni.

Il M5S: “Denunciavamo da tempo, Marino si dimetta” – “La notizia dell’arresto di Magrini, dirigente regionale, nell’inchiesta su Mafia Capitale non è una sorpresa per chi come noi da mesi denuncia in aula e sulle pagine di giornale i legami tra Magrini e Buzzi, quindi tra Regione e Mafia Capitale”. Lo afferma il M5S. “Magrini è colui che Buzzi definiva un ‘padreterno’ e che Zingaretti ha nominato in una posizione dirigenziale ‘di studio’, un arresto quindi che, insieme a quello dell’ex capogruppo di FI, getta l’ennesima ombra sulle istituzioni regionali. Zingaretti venga oggi stesso in aula a riferire e a rispondere alle nostre domande, non cerchi come sempre un nastro da tagliare per sfuggire alle proprie responsabilità”. “Chiediamo le dimissioni di Marino”, concludono.

Cei: “Incivile lucrare sugli immigrati” – “Questa gente vede negli immigrati solo povera gente da sfruttare, numeri su cui lucrare e con cui fare i propri comodi, e questo non è solo peccato, 50mila volte più peccato, ma è anche un gesto d’inciviltà, anzi, questa è prima di tutto inciviltà”. Queste le dure parole del segretario generale Cei, monsignor Nunzio Galantino a commento dei nuovi arresti dell’inchiesta “Mondo di mezzo”.

TgCom