Mafia Capitale, scatta il piano anti-corruzione

Mafia Capitale

Nuove direttive in materia di appalti e contratti per rendere trasparente e meno discrezionale il sistema delle poubbliche commesse, rotazione del personale, whistleblowing, controlli degli atti e delle performance.
Queste le novita’ principali introdotte nel Comune di Roma dal Piano triennale di prevenzione della corruzione e dal programma triennale per la trasparenza e l’integrita’, approvati a maggio scorso dalla giunta capitolina e illustrati oggi a cittadini e addetti ai lavori nel corso della “Giornata della trasparenza”. “Abbiamo posto molto piu’ in alto l’asticella dei controlli, estendendo i controlli successivi di legittimita’ successivi a tutti gli, non solo a quelli oltre i 200mila euro, eliminando una prassi che lasciava autostrade aperte alla criminalita’”, ha spiegato l’assessore capitolino alla Legalita’ Alfonso Sabella, intenzionato a sfatare “il falso mito secondo il quale dove c’e’ legalita’ c’e’ inefficienza: c’e’ un modo rapido, efficace e trasparente per fare le cose e ora Roma Capitale si e’ dotata dei meccanismi per renderlo possibile”. Nel piano e’ prevista la rotazione effettiva anche per il personale di categoria C (impiegati), D (quadri) e “posizioni organizzative”: ruotano ogni 3 anni i dirigenti; per le posizioni organizzative, la durata e’ di 5 anni non rinnovabili; 5 anni per i dipendenti di fascia D che ricoprono il medesimo incarico di responsabilita’; 10 anni per quelli di fascia C. Nel documento vengono individuati inoltre livelli di rischio piu’ elevato per alcune aree d’azione (anche quelle non interessate da vicende giudiziarie): le attivita’ ispettive, i servizi sociali, la tutela ambiente, la fornitura e acquisizione di servizi in economia, i procedimenti di accertamento e controllo del territorio. Sono poi stabilite le percentuali minime dei provvedimenti da controllare dopo l’approvazione: il 20% nel 2015, il 25% nel 2016 e il 30% nel 2017. Il provvedimento introduce anche un “protocollo d’integrita’” la cui sottoscrizione e rispetto rappresentano ‘conditio sine qua non’ per la validita’ dei contratti stipulati, e questo vale anche per chi ha contatti con l’operatore economico (subappalti, fornitori). Viene inoltre stabilito un nesso fra trasparenza e performance: l’applicazione delle norme sulla trasparenza, in termini di efficienza, sara’ direttamente collegata alla valutazione delle performance del personale, con l’individuazione di tre macro-obiettivi quali controllo dei tempi dei procedimenti, comprensibilita’ della comunicazione, innovazione. Un capitolo a parte merita il ‘whistleblowing’, che prevede l’attivazione di una piattaforma digitale dedicata alla segnalazione di illeciti da parte dei dipendenti del Campidoglio garantendo loro l’anonimato. Il piano e’ sta aggiornato dalla giunta a maggio dopo aver accolto proposte e osservazioni giunte via web da cittadini e operatori del settore: analoga consultazione portera’, secondo quanto annunciato da Sabella, a una rimodulazione del Piano a gennaio. I piani contro la corruzione e per la trasparenza “rappresentano il nostro faro e vanno nella direzione della ricostruzione di una corretta mentalita’ richiesta a chi lavora nella pubblica amministrazione” ha commentato il sindaco di Roma, Ignazio Marino. “Con queste norme, con il coraggio e la determinazione, con il vostro aiuto, porteremo questa citta’ a essere un riferimento per il nostro paese”.

AGI