Mafia Capitale, la Corte dei conti chiede 21 milioni di risarcimenti

Mafia Capitale

Come anticipato da Il Tempo è arrivata la batosta: 21 milioni di euro. A tanto ammonta il conto che la Corte dei conti hanno presentato a 21 persone tra amministratori, dipendenti pubblici o dipendenti di società pubbliche, finiti a vario titolo nell’inchiesta su “Mafia Capitale”. I magistrati contabili hanno battuto cassa a tutti coloro che sono ritenuti responsabili di quel “quadro allarmante di sistematica violazione delle ordinarie regole della corretta e sana gestione della cosa pubblica capitolina”, così come è emerso dagli atti giudiziari.

L’invito a dedurre, atto che consente ai diretti interessati di replicare alle contestazioni contabili entro trenta giorni, chiama in causa, tra gli altri, ex dirigenti Ama, come Franco Panzironi e Giovanni Fiscon, ex dirigenti di Eur spa, l’ex componente sul tavolo per l’immigrazione, Luca Odevaine, e poi ex funzionari del Dipartimento Ambiente e del Dipartimento Servizi sociali, l’ex presidente del Municipio di Ostia Andrea Tassone, ed esponenti politici come Daniele Ozzimo, Pierpaolo Pedetti, Giordano Tredicine, Luca Gramazio e Mirko Coratti.

Sono loro, si legge nel documento di oltre 20 pagine, che devono essere chiamati a rispondere davanti alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti dei “danni procurati a titolo doloso alle pubbliche finanze” e, in particolare, per aver svolto attività “finalizzate a facilitare l’aggiudicazione di gare a favore di soggetti economici appartenenti al sodalizio criminale ‘Mafia Capitale’, a concorrere alla formazione del consenso politico ed istituzionale necessario alla nomina/conferma ai vertici di singoli apparati amministrativi di soggetti graditi al sodalizio e viceversa per la rimozione di quelli non graditi e ad alterare, nel complesso, il regolare svolgimento dell’azione amministrativa in favore di interessi privati anche in settori amministrativi volti alla cura del disagio sociale ed economico”.

Il Tempo