Mafia Capitale: i pm gelano Buzzi, “no al patteggiamento”

Salvatore_buzzI

Nuova doccia gelata per Salvatore Buzzi. Come previsto, la procura di Roma ha detto no alla richiesta di patteggiamento della pena (3 anni e 9 mesi) avanzata nei giorni scorsi dal presidente della coop ’29 giugno’, in carcere da dicembre e in attesa di essere processato il 5 novembre prossimo assieme ad altri 58 imputati nell’ambito dell’inchiesta su ‘Mafia Capitale’. Il parere negativo espresso dai pm Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini, titolari dell’indagine coordinata dall’aggiunto Michele Prestipino, era di fatto scontato, considerato che una prima richiesta di patteggiamento (a 3 anni e mezzo), gia’ proposta da Buzzi a giugno, non aveva avuto esito. Buzzi, considerato dai magistrati il capo, assieme all’ex esponente dei Nar Massimo Carminati, di un’associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso, deve rispondere di numerosi episodi di corruzione, turbativa d’asta e intestazione fittizia di beni. “Ci stiamo organizzando affinche’ nel processo non manchino colpi di scena – ha rivelato a Radio Cusano Campus il difensore di Carminati, Giosue’ Bruno – Sto facendo di tutto per convincerlo a parlare nel corso del processo, in cui vorrebbe essere presente. Carminati – ha spiegato il legale – e’ attualmente sottoposto al regime del 41bis e per i detenuti sottoposti al regime di carcere duro e’ prevista la videoconferenza: questa situazione ci crea delle grosse difficolta’, rendendo un po’ meno diritto il nostro diritto di difesa”. Per Naso, la decisione del Consiglio dei ministri di non procedere allo scioglimento del Campidoglio potrebbe rivelarsi un assist per le difese: “Sarebbe singolare che a Roma esistessero tante associazioni mafiose infiltrate nei gangli amministrativi ed economici del Comune senza che il Comune ne abbia risentito. Noi ce lo aspettavamo e lo davamo per scontato, sarebbe stato veramente un autogol sciogliere il Comune di Roma per mafia. Stiamo parlando della capitale d’Italia. La legge, pero’, non si pone problemi di questo genere, non puo’ pensare all’immagine, quindi se infiltrazioni mafiose ci fossero state il Comune sarebbe stato sciolto.
Questo processo e’ una colossale montatura: mi riferisco alla sussistenza di associazioni di stampo mafioso, non al malaffare e alla corruzione che caratterizzava la vita del Comune di Roma, non da uno o due anni, ma da qualche decennio”. Intanto oggi, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e il presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, hanno siglato le linee guida per i controlli sugli appalti per il Giubileo. “Con il presidente Cantone abbiamo sottoscritto le linee guida scelte per verificare la correttezza e trasparenza di tutti i lavori”, ha spiegato Marino al termine dell’incontro mentre Cantone ha sottolineato come “il nostro non e’ un tutoraggio ma un controllo sugli appalti che era gia’ previsto per l’Expo e che il governo ha ritenuto di estendere anche agli appalti del Giubileo. Ci occuperemo degli appalti e non del resto”, ha assicurato Cantone spiegando che la vigilanza riguardera’ tutti i 33 interventi previsti e “anche se poi dovessero essercene degli altri ma sempre connessi al grande evento del Giubileo”. I controlli dovranno essere “i piu’ veloci possibili per evitare di perdere tempo perche’ il tempo e’ pochissimo”: un’Unita’ operativa speciale costituita ad hoc aiutera’ il presidente dell’Anac a verificare “in via preventiva, la legittimita’ degli atti relativi all’affidamento e all’esecuzione dei contratti di lavoro, servizi e forniture per la realizzazione delle opere e delle attivita’ connesse allo svolgimento” dell’Anno Santo.

AGI