Mafia Capitale Buzzi nega tutto Lite Marino-Bindi sul boss delle coop

salvatore_buzzi_ansa

«Massimo Carminati era un mio dipendente, ci siamo conosciuti in carcere e nel 2012 lo ho assunto alla cooperativa 29 giugno». Ha voluto essere presente in aula personalmente Salvatore Buzzi, accusato di essere il ”responsabile economico” della Mafia capitale e certamente leader di alcune tra le maggiori coop sociali di Roma, a partire dalla ”29 giugno” con appalti che vanno dalla gestione dei centri d’accoglienza per immigrati e rifugiati, fino alla raccolta dei rifiuti. Il Riesame ha discusso ieri e per tutta la giornata la posizione sua e di altre 16 persone, da l’ex ad di Eur Spa Riccardo Mancini all’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon. Buzzi, assistito dall’avvocato Alessandro Diddi, è stato però l’unico a rendere dichiarazioni spontanee sostenendo appunto, che Massimo Carminati non fosse membro di un clan mafioso assieme a lui ma, come dipendente e socio, fosse entrato sempre di più nella gestione degli affari della società. I magistrati hanno tempo fino a domenica prossima per pronunciarsi sul merito dei singoli ricorsi che, prima di ogni altra cosa, puntano a contestare l’associazione di stampo mafioso ipotizzata dalla procura di Roma. Tra gli atti depositati dalla difesa di Buzzi, anche un prospetto in cui si spiega che le cooperative di Buzzi hanno avuto appalti col Campidoglio dal 1999 in avanti: dagli undici in epoca Rutelli ai quasi cento con Alemanno. Nel frattempo, Confindustria e Ama hanno fatto sapere che al momento del processo si costituiranno parte civile.
Nell’elenco degli allegati depositati ieri, spunta un’informativa del secondo reparto dei Carabinieri del Ros che ricostruisce, soprattutto, il giro di affari attorno a rifiuti e campi rom. Fondamentale, perché la rete regga, è che le caselle importanti contengano uomini fidati, come il direttore generale di Ama Giovanni Fiscon.
RUBA PER IL PARTITO

La scorsa estate la sua poltrona traballa, Marino vorrebbe destituirlo. E Buzzi, interviene, pur sapendo che dovrà continuare a pagare. Riassumono i carabinieri del Ros: «Ieri praticamente è successo che sto matto de Sindaco ha convocato una giunta straordinaria per far fuori Fiscon e mettece Pucci (Carlo, dirgente Eur ora in carcere per associazione mafiosa). Quindi levava una brava persona e ce metteva un ladro.. perché Pucci dice è un ladro rubava per il partito.. ma tanta roba gli è rimasta attaccata quindi non rubava per il partito.. allora abbiamo avvisato i nostri amici, i capigruppo, e si è alzato un pò il fuoco di sbarramento, poi ha lavorato pure Passarelli con Sel». Risultato: «Ho smessaggiato a Fiscon alla fine è finita bene avemo mandato il messaggio Marino 0 Fiscon 2».
L’AMICO FRITZ

Le richieste di soldi aumentano continuamente. E’ sempre l’ultima primavera quando, nella sede di via Pomona si parla ancora di pagamenti a consiglieri comunali. A chiedere sarebbe qualcun altro, forse legato all’ex ad di Ama Panzironi. Buzzi: «Daniele, che è cascato dalle nuvole ”io lo faccio gratis”; Dipendente: «”Io non ho voluto un centesimo e andiamo dagli altri”»; Buzzi: «Senti allora io fra poco, … fra poco vedo l’amico Friz e glielo dico che noi … gli abbiamo dato un po’ di soldi per amicizia (inc), … anche perché non ci rappresenta politicamente, posso dirgli questo?» Dipendente: «Si, si»; Buzzi: «Siamo rappresentati da altri, noi ”ti abbiamo dato un cip per buona volontà”, poi se non gli basta e vuole diventare pure nemico ci diventasse, non ci frega un cazzo, anche perché con quella cifra me compro il Consiglio Comunale no, tu che dici»; Dipendente: « Mo può darsi che lo sciolgono pure, quindi (risata generale)… no, poi lui è rappresentato da Franco e Franco fa da intermediario»; Buzzi: «Noi stiamo a trattà con Panzironi che è un’altra cosa, non lo sapeva?»
Lo stesso Fiscon avrebbe fatto continue richieste. La tesoriera della cooperativa, Buggitti, avverte che bisogna trattare. Buggitti: «Lui mi ha detto datemi un valore simbolico, al puro margine arriviamo al 30%». Buzzi: «E a lui con il 5 ce possiamo arrivà, se parti col 5 ti chiede il 10, quello non se sa regolà».
LA POLEMICA

La giornata di ieri si è chiusa anche con uno scontro tra Rosy Bindi e il sindaco di Roma Ignazio Marino, in commissione antimafia. «La mafia si è insediata e ha fatto il salto di qualità con Alemanno ma è innegabile che ha avuto rapporti politici anche con la sua giunta», ha detto la Bindi. «Non c’è nessuno nella mia amministrazione indagato per associazione mafiosa» ha risposto Marino.

Il Messaggero