Mafia Capitale, Boschi: “Marino onesto ma non basta. Se necessario scioglimento procederemo”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse08-01-2014 RomaPoliticaRai Uno - Trasmissione tv "Porta a Porta"Nella foto Maria Elena Boschi (PD)Photo Roberto Monaldo / LaPresse08-01-2014 Rome (Italy)Tv program "Porta a Porta"In the photo Maria Elena Boschi

Il sindaco Marino ha incontrato nel pomeriggio l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E’ andato nella sua casa a Monti per uscirne alle 19.30. E proprio sul sindaco e sulla situazione del Comune di Roma è intervenuto il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. “Marino è una persona onesta e sta facendo suo lavoro – dice in un’intrevista a Maria Latella su Skytg24 – L’onestà è indispensabile per chi fa politica ma da sola non basta”. Boschi usa parole simili a quelle già usate dal premier Matteo Renzi. “Marino è onesto, dimostri di essere anche capace” aveva detto il presidente del Consiglio. E oggi la Boschi ribadisce: “I cittadini chiedono che Roma sia gestita bene. Marino deve essere all’altezza di questa sfida e deve gestire questo passaggio difficile. Solo lui può sapere se se la sente”.

E sul rischio di scioglimento del Comune per mafia – ipotesi su cui si attende il “dossier Gabrielli” – il ministro aggiunge: “Credo che il nostro dovere sia quello di mettere al primo posto il rispetto delle leggi, della correttezza, della legalità, il rispetto dei cittadini di Roma. Per cui, se dovessero emergere degli elementi che portano allo scioglimento” del Comune di Roma per infiltrazione mafiosa, “il governo si assumerà questa responsabilità, perché ovviamente è più importante garantire il rispetto delle leggi che un titolo sui giornali, per quanto difficile da digerire”.

“Compito del governo – spiega Boschi – sarà di valutare attentamente la relazione che il prefetto Gabrielli presenterà, quindi è difficile dare valutazioni adesso prima di aver letto attentamente le carte. Ovviamente ci auguriamo che gli esiti di questa relazione non comportino una richiesta di scioglimento del Comune di Roma, mi auguro che questo non succeda per il bene di Roma e per il bene di tutto il nostro Paese, perché sarebbe difficile spiegare all’estero lo scioglimento della nostra capitale per mafia”.

L’assessore alla Legalità di Roma Alfonso Sabella allontana ai microfoni di RaiNews24 l’ipotesi: “Commissariare Roma sarebbe secondo me un male, comunque la si commissari”, “la commissione di accesso per lo scioglimento per mafia è cosa che mi sento di escludere per tutta una serie di ragioni che nemmeno è il caso di ripetere tanto sono ovvie”.

E sull’eventualità di un dopo-Marino in tempi brevi dice: “Ci troviamo al capezzale di un malato, che è Roma. E c’è un medico che è Ignazio Marino. Un medico che non lavora a favore degli avvoltoi, che non vedono l’ora che il malato muoia per spartirsi l’eredità”. Nel caso di commissariamento, se il sindaco si dovesse dimettere, in attesa delle elezioni servirebbe un commissario. Durerebbe “almeno un anno- prosegue Sabella – Un commissario dovrebbe fare il lavoro che oggi fanno più di 500 persone, e dovrebbe ricominciare da capo a cercare di capire come far funzionare questa benedetta e maledetta macchina amministrativa di Roma Capitale”. Difficile, per lui, anche l’ipotesi Gabrielli: “Continuerà a fare quello che sta facendo in maniera straordinaria: il prefetto, uno dei punti di riferimento di questa città”.

“Io credo – conclude – che si stia continuando a lavorare per andare avanti”. E sulla crisi in giunta chiosa: “Guido Improta e Silvia Scozzese sono due assessori capaci. Staremo a vedere: io non ho ancora notizie né di dimissioni di Guido, né di Silvia. Io spero che la situazione possa tornare alla normalità”.

La Repubblica