Mafia Capitale: Alemanno rinviato a giudizio, sono sereno

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Roma – Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, è stato rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale, per le accuse contestate di corruzione e finanziamento illecito. “Non ho chiesto riti alternativi proprio per dimostrare pubblicamente la mia innocenza. Ho la coscienza pulita e per questo non ho nulla da patteggiare – afferma Alemanno -. Affronto quindi il rinvio a giudizio con animo sereno perché sono fiducioso nell’operato della magistratura e convinto che al dibattimento sarà accertata e provata l’assoluta correttezza del mio operato”.

Il processo a carico di Alemanno avrà inizio il 23 marzo prossimo davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale. All’ex sindaco di Roma è contestato di aver ‘venduto’ tra il 2012 il 2014 “la propria funzione” e di aver compiuto “atti contrari ai doveri del suo ufficio”, tra cui la nomina di Giuseppe Berti a consigliere di amministrazione di Ama, l’intervento per la nomina di dg di Ama di Giovanni Fiscon, l’aver posto le strutture del suo ufficio a disposizione di Buzzi e Carminati e l’intervento affinché fossero erogati dal Comune di Roma finanziamenti a Eur spa. In cambio, secondo la Procura, avrebbe ricevuto, in accordo con Panzironi, all’epoca ad di Ama, una serie di utilità materialmente erogate da Salvatore Buzzi: 75mila euro per cene elettorali, 40mila come finanziamenti alla fondazione Nuova Italia di cui era presidente e somme in contanti non inferiori a 10mila.

A quest’ultimo episodio è legato anche il reato di finanziamento illecito perchè Buzzi, nella veste di presidente della cooperativa ’29 giugno’, avrebbe erogato nel 2014 ad Alemanno, diventato consigliere comunale, questa somma cash “senza la deliberazione dell’organo sociale competente e senza l’iscrizione della erogazione a bilancio”. In questa vicenda l’ex sindaco di Roma non risponde dell’associazione di stampo mafioso, reato per il quale finì inizialmente sotto inchiesta in coincidenza con la prima ondata di arresti di ‘Mafia Capitale’ di circa un anno fa.

AGI