Madia: “Licenziare i dipendenti pubblici che falsificano le presenze”

MARIANNA MADIA

“Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va, deve essere licenziato”. Così il ministro della P.a, Marianna Madia, riferendosi alle “recenti cronache”, come quella del comune di Sanremo. Anche se, aggiunge, “non è vero che tutti i dipendenti P.a. siano fannulloni”.

In occasione di un convegno organizzato da Rete imprese Italia sulla semplificazione amministrativa ha voluto anche sfatare una serie di luoghi comuni sugli statali e ha rivolto un appello alla platea di imprenditori per superare “contrapposizioni e luoghi comuni”. “Un luogo comune di cui ci dobbiamo liberare – ha detto – è che tutti i dipendenti pubblici siano fannulloni”.

Riferendosi poi all’operato del governo Renzi, Madia ha spiegato che l’obiettivo è quello di “fare dell’Italia un Paese semplice. Un Paese – ha aggiunto – dove è semplice lavorare, investire e fare impresa”. In questo senso la riforma della P.A. Voluto dalla stessa Madia, punta a essere non solo una riforma di settore ma “una grande riforma per sbloccare gli investimenti”. Del resto, “non penso che sia più accettabile – ha detto il ministro – lasciare gli imprenditori ostaggio di incertezze di tempi e di regole”.

Per concludere il ministro ha annunciato che “il 21 novembre a Torino presenteremo tutte le innovazioni della P.a che passa per il digitale”. Tra poco più di due settimane quindi sarà tolto il velo su alcune delle principali novità per la digitalizzazione della P.a, l’attenzione sarà concentrata in particolare sull’avvio dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (la Anpr sostituirà le ottomila esistenti) e sul cosiddetto pin unico ovvero il Sistema pubblico di identità digitale (Spid).

“Come dare torto al ministro? Ormai non passa settimana senza uno scandalo” dichiara il sindaco di Verona e Segretario di Fare! Flavio Tosi. “Proprio per questo l’Esecutivo, che su altri fronti ha dimostrato di avere coraggio, ne abbia altrettanto: consenta di cacciare chi, credendosi più furbo degli altri, ruba i soldi degli italiani e danneggia l’immagine di moltissimi colleghi che si impegnano quotidianamente a servizio della collettività. Per farlo, il pubblico impiego dovrà avere le stesse garanzie e tutele del privato, non di meno, ma sicuramente non di più”.

A replicare alla ministra è Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Forse la brava ministra – dice – in questo primo anno e mezzo a Palazzo Vidoni non si è accorta che la legge per mandare a casa e licenziare definitivamente i dipendenti pubblici che non lavorano esiste già, è il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009, che attua la legge 15 del 4 marzo 2009, la cosiddetta legge Brunetta. Norma chiara e trasparente che regola, tra le altre cose, la definizione della tipologia di infrazioni che comportano il licenziamento per un dipendente pubblico. C’è già tutto, basta applicare le leggi”.

Stessa cosa ribadita dalla Confsal. “Ci meraviglia che il ministro non conosca le norme vigenti in base alle quali il dipendente pubblico che faccia assenze ingiustificate è già licenziabile. E’ giusto che sia così e che le norme vadano applicate e rispettate. Viceversa, anziché perdere tempo con simili dichiarazioni, il ministro Madia si occupi di trovare i soldi per rinnovare i contratti del pubblico impiego vergognosamente bloccati da sei anni. Vorremmo anche che non prendesse in giro i dipendenti pubblici presentando cifre irrisorie come i 300 milioni di euro per una platea di 3,2 milioni di lavoratori previsti nella legge di Stabilità. I dipendenti pubblici sono esasperati sia dall’esiguità delle risorse sia dall’atteggiamento di questo governo che sembra divertirsi a deriderli”, si legge in una dichiarazione del segretario della Confsal, Marco Paolo Nigi a proposito delle dichiarazioni del ministro Madia che ha affermato che “il dipendente pubblico che dice di andare al lavoro e che poi non ci va deve essere licenziato”.

Una voce anche dagli imprenditori. “Noi imprenditori gli assenteisti potendo li avremmo già licenziati molti anni fa”, ha affermato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

“Piena condivisione per le parole del Ministro Madia sul licenziamento dei dipendenti che falsificano le presenze. Ci troviamo di fronte a reati che devono essere perseguiti con la massima determinazione” ha detto il Vicepresidente Anci con delega alle politiche del personale Umberto di Primio, Sindaco di Chieti. “Il dipendente pubblico infedele offende chi non ha un lavoro. Ma soprattutto danneggia tutti coloro che lavorano nella pubblica amministrazione con dedizione e spirito di servizio, che sono, occorre ribadirlo, la stragrande maggioranza”.

La Repubblica