Ma siamo ancora in guerra?

POPOLO_GUERRA_SOLDI

Mi chiedo, senza retorica, se davvero non stiamo ancora combattendo una guerra. Un conflitto senza bombe (anche se in diverse parti del mondo ci sono anche queste) combattuto con altre armi, quelle finanziarie ad esempio. Quella finanza speculativa che ha distrutto la serenità economica di milioni di persone per arricchirne poche migliaia. Una guerra della sopravvivenza per mantenere in piedi un’azienda, per difendere col pane e i denti un posto di lavoro. Una lotta per avere ciò che è tuo, per farti pagare i crediti. Stiamo meglio oggi noi o i nostri padri usciti da una drammatica guerra mondiale alla soglia degli anni 50?
Loro almeno hanno avuto la forza e il sogno di ricostruire, di ripartire e ci sono riusciti. In quegli anni 60-70 sono nate le cose più belle e importanti del nostro Paese, le aziende che hanno dato lustro all’Italia ma anche milioni di imprese artigianali e commerciali che hanno prodotto ricchezza e benessere per tutti. Poi sono arrivati loro, i predoni mandati dal “popolo”. Hanno costruito uno Stato nello Stato, si sono inventati la burocrazia, le regioni, gli Enti, le partecipate, ci hanno infilato prima migliaia poi centinaia di migliaia oggi milioni di “referenti”. Hanno spolpato lo Stato con un finto interesse pubblico ma in realtà il più delle volte era ed è interesse personale, di soldi (tanti) e di potere (tantissimo). E con lo Stato alla frutta, il popolo ridotto alla fame, con le aziende non più in grado di reggere, la disoccupazione crescente, il denaro che non circola più che fanno? Per me nulla, tutta fuffa.
Si tengono la maggior parte dei privilegi fingendo di tagliarseli e vanno all’attacco, con spesometri e redditometri con Equitalia e Agenzia delle Entrate, dei pochi che ancora resistono. Facendo credere che fuori tutti evadono, certo che ci sono gli evasori e vanno combattuti ma loro che hanno sperperato i nostri soldi? Migliaia di miliardi in 40 anni. Perchè non rispondono delle malefatte?
Contano sull’appoggio di milioni di dipendenti pubblici diretti e indiretti, di chi campa con la politica, sui pensionati bene, su un vero esercito che per convenienza o paura li difende. Io credo sia un disegno perverso e ottuso, non posso pensare che i “predoni” non sappiano che la parte produttiva, quella che crea il lavoro ( chè è alla base della dignità dell’uomo) è alla canna del gas.
Cosa accadrà quando la maggior parte delle aziende e della gente perbene non potrà più pagare nulla allo Stato? Già perchè è a questo che si arriverà e allora sarà guerra, guerra civile. Ma oggi non è il 25 aprile, il giorno della liberazione?

ILARIO DI GIOVAMBATTISTA