M5S, sindaco di Quarto: “Non mi dimetto”, ma Grillo replica: ”Devi lasciare e si deve tornare a elezioni”

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Le dimissioni? Ci devono essere. Beppe Grillo non ha dubbi sul cosa si debba fare a Quarto, nonostante il sindaco abbia detto chiaramente di non voler lasciare l’incarico. ”Noi – scrive sul suo blog a firma Movimento 5 Stelle- siamo il M5S e l’esempio vale più di qualsiasi poltrona. Noi dobbiamo garantire il M5S tutto e per questa ragione chiediamo con fermezza a Rosa Capuozzo di dimettersi e far tornare ad elezioni Quarto.”

Nel pomeriggio il sindaco di Quarto (Napoli), Rosa Capuozzo era stato chiaro : “Non ho nessuna intenzione di dimettermi, non ho preso in considerazione le dimissioni perché non ci sono i motivi”. E in un video ha affrontato le questioni legate all’espulsione di un consigliere comunale dal Movimento Cinque Stelle e i presunti condizionamenti della camorra sulle amministrative.

“I fatti sono sempre stati chiari -ha detto Capuozzo – abbiamo visto lungo su un tentativo di infiltrazione e abbiamo chiuso la porta. Il Movimento Cinque Stelle fa così, i tentativi di infiltrazione ci saranno sempre e saranno continui, soprattutto nei territori di confine. Ma il Movimento ha avuto una reazione decisa”. Capuozzo sottolinea poi che “la lotta alla camorra non ha colore politico, è la lotta di tutti e i voti della camorra ci fanno schifo” .E in merito al commento di Roberto Saviano sulla vicenda aveva detto: “L’interpretazione dei fatti di Saviano è purtroppo frutto della lettura descritta dai media. Mi sarebbe piaciuto avere una telefonata da lui per potergli chiarire come stanno le cose”.

Ma per Grillo non ci sono alternative: “La strada dell’onestà ha un prezzo. Il prezzo è dover essere, sempre, senza eccezione alcuna, al di sopra di ogni sospetto. Per farlo occorre marcare le differenze tra noi e chi ci ha governato finora in modo netto”.

”A Quarto, un Comune già sciolto due volte per mafia, dove il MoVimento 5 Stelle la scorsa estate è stata l’unica lista politica nazionale autorizzata a correre per le elezioni, lo abbiamo fatto espellendo un consigliere (poi indagato) perché fece pressioni politiche che contraddicevano il nostro programma. Alla prima avvisaglia abbiamo messo alla porta De Robbio e oggi abbiamo preso consapevolezza di aver inflitto un grande colpo al malaffare’. Non ci siamo piegati, non si è piegata Rosa Capuozzo e lo dimostrano gli atti della Procura, che nella vicenda la considerano parte lesa. Questo per noi è un vanto, la testimonianza diretta che un’altra politica, ma soprattutto un altro Paese è possibile”.

Secondo Grillo ”è altrettanto naturale che quando una forza come il M5S cresce con tale rapidità questa possa divenire appetibile, anche per chi, come la mafia, negli ultimi 30 anni è stata abituata a stringere accordi e legami con il sistema partitico di centrodestra e centrosinistra. Viviamo nel Paese delle 5 organizzazioni criminali: Cosa nostra, ‘Ndrangheta, Sacra corona unita, Camorra e oggi, anche grazie al PD, Mafia capitale. Per questo occorre essere ancor più esemplari, soprattutto a Quarto dove c’è il sospetto che alcuni voti fossero stati inquinati”.

”Dobbiamo dare segnali forti, coraggiosi, in totale discontinuità rispetto a quelli dati dai partiti. Occorrono decisioni ferme per dimostrare che nessun infiltrato controllerà mai il M5S. E siamo pronti a tornare alle urne quando vi è il sospetto che qualcuno ci abbia provato”.

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