Lotito sale in cattedra: “Ho intrapreso iniziative che sono state di esempio per un calcio trasparente”

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Il presidente Lotito sale in cattedra e ne ha per tutti. Non salva nessuno se non se stesso e le sue riforme per un calcio più pulito: “Ho intrapreso iniziative che sono state di esempio per un calcio trasparente”. La contestazione dei tifosi biancocelesti per la stagione deludente della Lazio non gli interessa, non tende la mano ma condanna quegli atteggiamenti che lui stesso definisce “incivili e lontani dallo sport”. La sua lectio magistralis all’Università Europea di Roma dura quasi due ore, ne ha per tutti a partire dal suo pensiero sulla divisione della curve dello stadio Olimpico: “Le barriere nelle curve? Sono scelte che magari si possono non condividere ma che bisogna rispettare, ma un presidente di calcio cosa può fare se non rispettare i dettami delle autorità di pubblica sicurezza? Ci sono stati dei comportamenti che sono stati sottoposti ad autorità giudiziaria e se ci fossimo opposti il Prefetto avrebbe decretato la chiusura dello stadio – spiega Lotito – Su questo tema è stata fatta molta strumentalizzazione – precisa Lotito rispondendo a uno studente – la curva dell’Olimpico è molto numerosa rispetto a quella delle altre città e merita una gestione diversa. Sono state fatte delle scelte legate esclusivamente alla tutela della sicurezza, affinchè sia luogo di tutti quelli che vogliono accedere e non patrimonio esclusivo di pochi”. Poi fa un ritratto di quanto accade nelle curve degli stadi: “Lo stadio è diventato preda di una sparuta minoranza che condiziona la maggioranza dei tifosi, bisogna fare in modo che le persone perbene possano accedere tranquillamente all’Olimpico. In curva ci sono comportamenti non civili e lontani dallo sport. È documentato dal comitato provinciale per la sicurezza che nelle curve ci sia spaccio di stupefacenti, vendita di merchandising falso, reclutamento di persone per commettere reati e prostituzione”. E condanna il rapporto di sudditanza dei club con le tifoserie: “Ai tempi del presidente Sergio Cragnotti i tifosi hanno avuto un forte peso interlocutorio con la società. Erano intesi come appassionati deformati, facevano pressioni su chi doveva essere ceduto o acquistato. I club erano tenuti in scacco dalla tifoseria che per anni hanno avuto anche il sostegno della stessa con aumenti di capitale. Oggi i ruoli si sono invertiti, i giocatori non possono neanche più andare sotto la curva pena una multa di 40 mila euro”. Dal serio al faceto, Lotito si concede poi una battuta su Konko, che dopo 19 partite consecutive ha alzato bandiera bianca per un problema muscolare e sarà costretto a saltare il derby con la Roma del prossimo 3 aprile: “Gli ho proposto un contratto con rinnovo, anno dopo anno. È resuscitato tutto insieme, un giorno abbiamo parlato del contratto, il giorno dopo si è infortunato…”.

IL TEMPO