Lotito passa al contrattacco

Claudio Lotito 1

Lotito al contrattacco. Il presidente della Lazio ieri mattina si è presentato in Procura per la denuncia nei confronti di Pino Iodice, direttore generale dell’Ischia. Il numero uno della Lazio è stato accolto direttamente nell’ufficio del procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone restandone all’interno per una decina di minuti scarsi. Il presidente laziale aveva una cartellina blu, all’interno della quale, con ogni probabilità, era contenuto il fascicolo con la denuncia da inoltrare alla Procura della Repubblica.

La querela non è in merito ai contenuti della telefonata registrata dal dirigente campano ma per quanto da lui dichiarato dall’8 al 16 febbraio. Lotito ha chiesto all’autorità giudiziaria di valutare anche se ci sono gli estremi per la calunnia. Il fatto che il numero uno della Lazio si sia rivolto alla giustizia ordinaria secondo il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, non viola la clausola compromissoria: «Quando uno è denunciato da un altro – ha rilevato al termine del Consiglio Federale – si può difendere anche senza violare la clausola».

Lotito martedì scorso aveva richiesto un parere legale alla Figc, ricevendo il via libera dal parte di Tavecchio che, per queste situazioni, ha la delega firmata dal Consiglio federale. Ma all’inizio di dicembre la Federcalcio negò al dirigente della Juve Beppe Marotta la possibilità di oltrepassare la clausola per intraprendere un’azione legale contro il presidente della Lazio: «È clamoroso che abbiano dato parere favorevole a Lotito e non a me», ha dichiarato Marotta a Gazzetta Tv.

Lotito si difende perché attaccato, Lotito denuncia perché denunciato. «Il mio assistito non ha mai denunciato nessuno – sottolinea l’avvocato di Iodice, Edoardo Chiacchio – Il mio assistito è stato convocato e ascoltato dalla Procura di Napoli semplicemente come persona informata sui fatti», ovvero sull’indagine conoscitiva aperta dai magistrati campani dopo la pubblicazione della famosa telefonata riguardante Carpi, Latina e Frosinone.

Al di là delle vicende relative ai tribunali, ieri Lotito ha trovato diverse sponde all’interno del Consiglio federale anche dai suoi «nemici» politici. «Se la Lega di A scegliesse lui come rappresentante nella Commissione riforme ne avrebbe diritto – ha affermato il presidente dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri – io non lo condivido, però sul fatto che gli siano tolte le deleghe perché è intervenuta la politica sono d’accordo ancora meno». Ma sull’intervento del Ministero il presidente Tavecchio fa chiarezza. «Lotito? Il sottosegretario Delrio e il presidente Malagò non hanno posto alcun veto sulla commissione riforme: ogni componente indica chi vuole».

IL TEMPO