Lotito: “allenatore entro metà giugno”. Donadoni favorito. Dall’Udinese in arrivo Basta

Claudio Lotito

Siamo entrati nel momento cruciale per la scelta dell’allenatore della Lazio per la prossima stagione. Difficile resti Reja (che venerdì si incontrerà con il presidente Lotito), mentre salgono le quotazioni di Roberto Donadoni, anche lui in bilico come tutto il resto del Parma dopo le dimissioni di Ghirardi. Per quanto riguarda il mercato, la Lazio è a un passo da Dusan Basta: Lotito e Pozzo hanno trovato l’accordo per il laterale destro dell’Udinese. Il trentenne serbo lascia il club friulano dopo cinque stagioni e firmerà un contratto quinquennale con il club capitolino. In cambio all’Udinese andranno il terzino Cavanda e un conguaglio. L’operazione non è legata al riscatto di Candreva, altra trattativa in corso tra la società biancoceleste e l’Udinese: anche in questo caso, fumata bianca prevista nei prossimi giorni per una cifra intorno ai 9 milioni. 

LOTITO SULL’ALLENATORE: “ENTRO METÀ GIUGNO LA SCELTA” – L’ex commissario tecnico degli azzurri ha scavalcato Pioli nella graduatoria biancoceleste e sfida Simone Inzaghi (pupillo della dirigenza). Il suo ingaggio è di 900mila euro, lo stesso che dovrebbe percepire Reja nella stagione 2014-2015, e con sé porterebbe uno staff composto da 6 persone: il vice Luca Gotti, il tattico Mario Bortolazzi, il preparatore Giovanni Andreini, il consulente per l’alimentazione Danilo Manari, l’esperto di biomeccanica Mauro Testa e Niccolò Prandelli, che si occupa del recupero degli infortunati. Per ora l’ipotesi Donadoni è solo uno dei vari scenari. Tutto è ancora in ballo, ma a breve arriverà la scelta definitiva, come spiega lo stesso Lotito a margine alla presentazione del libro “Il calcio conta” presso il Circolo del Tennis del Foro Italico: “Entro la metà di giugno troveremo la soluzione. Bisogna ponderare i pro e i contro, senza fare scelte avventate. In base a quelle che saranno le mie convinzioni e quelle del mio staff faremo le dovute scelte che dovranno essere funzionali al progetto Lazio”. 

REJA: “CON LOTITO SEMPRE IN SINTONIA”
 – Anche il tecnico goriziano ha confermato il prossimo incontro con il presidente: “Con Lotito ci parlo quasi quotidianamente dei programmi futuri e del momento della Lazio. A quattr’occhi io dirò le mie e lui le sue, poi decideremo insieme. C’è un rapporto tale con Lotito che non serve dilungarsi tanto, siamo stati in sintonia e lo saremo anche adesso”. Secondo Reja alla Lazio è “finito un ciclo, bisogna rinnovare e non è mai facile. Servono 5-6 giocatori di buon livello per far sì di arrivare a lottare per le prime posizioni”. Il tecnico però si dice possibilista sulla permanenza in panchina: “Io ancora alla Lazio assieme a Candreva? Ci sono concrete possibilità che ciò accada”.
 
LOTITO: “TRA QUALCHE GIORNO RISCATTO CANDREVA” – Il presidente biancoceleste parla anche del riscatto dall’Udinese della seconda metà del cartellino di Candreva: “Non è mai stato messo in discussione. L’accordo con l’Udinese lo vedrete tra qualche giorno quando sarà formalizzato”. Si parla di circa 9 milioni di euro che la Lazio metterà sul piatto per rilevare la parte restante del cartellino del giocatore romano. Una conferma importante in vista della prossima stagione, poi il club potrà concentrarsi nella rifondazione del reparto difensivo. Astori e De Vrij sembrano sempre più vicini: entrambi i giocatori hanno dato l’ok al trasferimento alla Lazio, ora tocca a Lotito trovare l’accordo economico con il Cagliari (offerti 5 milioni a fronte di una richiesta di 8-9) e sistemare gli ultimi dettagli (modalità di pagamento) con il Feyenoord.

AI TIFOSI: “VOGLIO ENTRARE NEI LORO CUORI” – Lotito ha parlato anche del delicato rapporto con i tifosi: “Non ho incontri in programma, perché la tifoseria non è una controparte. Io ho messo in atto un’azione volta a far capire alle persone che io vorrei, oltre ad aver risanato la società, entrare nel cuore dei tifosi. Questo è un mio obbligo, un mio dovere. Spero di riuscire a farlo”. Poi aggiunge: “Purtroppo troppo spesso il tifoso appassionato non riesce a valutarein modo razionale, perché certe situazioni le vede solo con il cuore. Questa è una visione ormai superata, di un vecchio modo di fare calcio del patron che trent’anni fa metteva le proprie risorse per fare un calcio diverso. Oggi questo non è più sostenibile”.

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