Loris, nuovi indizi. Ma la mamma nega

Delitto Andrea Loris Stival

No, Veronica non è crollata. Né quando le hanno fatto vedere un video di 40 minuti, – confezionato montando le immagini catturate dalle telecamere del paese quella mattina -, un video che la smentisce clamorosamente perché racconta che Loris a scuola non è mai arrivato. E neppure quando, a sorpresa, le hanno contestato che il suo cellulare rimase senza copertura, sempre quella mattina, per dieci interminabili minuti. Fra le 8.49 e le 9.25, quando lei rientra a a casa, quando Loris sarebbe stato strangolato. Fra la tromba delle scale e il garage, ecco dove il cellulare sarebbe rimasto muto nell’ipotesi dell’accusa: mentre veniva trasportato il cadavere.
«Mi creda, non sono stata io» ha continuato a piangere lei davanti al giudice per le indagini preliminari Claudio Maggioni, ma senza spostarsi di un millimetro nel suo racconto, senza scomporsi neanche davanti alle incongruenze più evidenti. Ha solo voluto smentire di persona un’altra delle fantasie circolate in questi giorni: «Ho un solo cellulare, l’ho consegnato spontaneamente prima di essere fermata». L’interrogatorio, nel carcere di Catania, è iniziato poco dopo le tre del pomeriggio ed è finito quattro ore dopo. La sola visione di quel video ha portato via almeno un’ora e mezza.
IL FERMO

Il giudice Maggioni si è riservato di prendere una decisione entro le nove di questa sera, il termine ultimo per convalidare o meno il fermo della giovane donna deciso dalla Procura nella notte fra lunedì e martedì. Ma pm e investigatori sono tornati a Ragusa discretamente convinti che il loro impianto abbia retto, che il giudice Maggioni nella giornata di oggi debba semplicemente confermare la bontà del lavoro fatto. Se così fosse, Veronica Panarello, 26 anni, rimarrebbe in carcere, a rispondere della tremenda accusa di aver ucciso sabato 29 novembre il figlio Loris, strangolandolo, e di averne gettato il corpo in un canale di scolo.
Mentre le indagini comunque vanno avanti (si stanno ispezionando i fondi della Polo nera a caccia di tracce di terra, per verificare se sia la stessa del Mulino Vecchio) già si discetta sui distinguo che il giudice Maggioni potrebbe fare nella sua ordinanza. La mamma di Loris, infatti, venne fermata quella notte non perché vi fosse un rischio di inquinamento delle prove o di «reiterazione del reato», ma solo perché venne ritenuto concreto il pericolo di fuga, in Liguria, dove ha vissuto da bambina, e in Germania dove invece si è trasferito il fratello maggiore.Ecco, il giudice Maggioni potrebbe, al limite, non concordare sulla effettiva sussistenza di questo pericolo di fuga e invece emettere, convinto della solidità delle accuse, un suo ordine di custodia cautelare. Ma sono questioni per addetti ai lavori. Come lo sono gli incidenti probatori che annuncia di voler richiedere l’avvocato di Veronica Panarello, Francesco Villardita.
LA DIFESA

La difesa potrebbe puntare sui filmati e anche sul profilo psicologico della donna. Sui filmati perché da un lato sono ben visibili, purtroppo, quelle tre sagome di diversa altezza – la mamma, Loris, e il fratellino più piccolo -, ma dall’altro non si può neanche dire che siano completamente riconoscibili. Quanto al profilo psicologico di Veronica, si è detto di tutto e di più in questi giorni, della ragazza «aggressiva e violenta» che descrivono la madre e la sorella – fino a sostenere che «non c’è di testa» -, dei suoi tre tentativi di suicidio, delle violenze vere o false che ha denunciato.
E ora è sempre più sola. Non le crede la sorella Antonella, che continua, davanti a cento microfoni, a esporre la sua personable convinzione («Qualcuno l’avrà aiutata…») e soprattutto non le crede più Davide, il marito, che ieri è stato più duro di altre volte. Gli hanno chiesto se, una volta confermate le accuse, non rimarrà anche lui accanto a sua moglie, «come il marito di Cogne». E Davide ha risposto di getto: «Se escono le prove, non ci sarà motivo di restarle accanto».

Il Messaggero