L’orgoglio di Renzi «L’Italia non è un alunno somaro può guidare la Ue»

ASSEMBLEA 2012 DI CONFINDUSTRIA FIRENZE CON GIORGIO SQUINZI E MATTEO RENZI

ROMA Molto orgoglio nazionale: «Se facciamo i compiti possiamo giudare l’Europa per i prossimi 20 anni». Molto populismo sano con un attacco alla politica («Dai tagli alla politica più soldi nelle tasche dei cittadini») e uno ai sindacati: «Va garantita la libertà di assumere, mi interessano i ragazzi non gli addetti ai lavori che siano sindacati o associazioni dei datori di lavoro». La conferma che compreremo meno cacciabombardieri.
Alle otto di sera, con i fuochi d’artificio di una vivace intervista al Tg5, Renzi scuote una sonnacchiosa domenica italiana di fine inverno.
Il premier, reduce dalla Messa e prima di recarsi a vedere la partita della Fiorentina, non perde tempo ed entra subito nell’argomento principe, l’Europa, sul quale oggi si confronterà con la cancelliera Angela Merkel a Berlino. «Se abbiamo sbagliato in passato siamo pronti a rimediare – dice Renzi – Ma siamo l’Italia, non siamo gli alunni da mettere dietro una lavagna». Un attimo di respiro e poi il premier riprende ad incalzare: «Illustrerò alla Merkel il programma di riforme che l’Italia ha in mente di fare. Non lo ha fatto nessuno in Europa in questo tempo. Se noi facciamo bene il nostro dovere, possiamo essere alla guida dell’Europa, non l’ultimo vagone tra i ritardatari. Non è questione di guidare il prossimo semestre europeo. Noi possiamo guidare l’Europa per i prossimi 20 anni».
Dalle parole ai fatti. O, almeno, al programma. Secondo Renzi la decisione di abolire il Senato e le Province e il progetto di sforbiciare di brutto le buste paga dei consiglieri regionali possono portare grandi vantaggi. «I tagli alla politica si traducono in più soldi nelle tasche dei cittadini», scandisce Renzi con un tono che lascia quasi intravedere il tagliaerba lanciato tra i piedi dell’odiato Beppe Grillo.
DOPPIA DOSE
Ma subito dopo il premier rincara la dose e mette nel mirino sindacati e Confindustria. Alla domanda sulla semplificazione delle regole sui contrati a termini varata mercoled’ scorso dal governo Renzi risponde così: «Mentre a Roma dibattevano di regole la disoccupazione giovanile è salita al 42%. Ma a me interessano i ragazzi non gli addetti ai lavori». Secondo il presidente del consiglio chi vuole assumere deve essere libero di farlo. «Anche i contratti di apprendistato erano un incubo burocratico», attacca Renzi. Che sottolinea: «Il posto fisso non c’è più da anni. Il problema oggi è dare la possibilità di assumere a chi vuole assumere».
Il premier ha ribadito che da fine maggio gli italiani che guadagnano meno di 1500 euro netti al mese troveranno più soldi in busta paga e ha rilanciato la revisione della spesa parlando di un taglio alle spese militari di circa 3 miliardi nei prossimi tre anni.
E così si chiude questo abile slalom fra istanze di destra, di sinistra e grilline tutte convogliate nello sbocco di un ritrovato «orgoglio italiano» che dovrebbe trovare un primo suggello oggi a Berlino nel confronto con la donna più potente d’Europa, Angela Merkel. Renzi porterà con sè In Germania ben sei ministri da Padoan (Economia) a Mogherini (Esteri) per discutere di Europa, ripresa, Ucraina e marò. Non sarà come rispondere alle domande di un’intervista.