Londra vota sì all’intervento in Siria. E i Tornado Raf decollano nella notte

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La Gran Bretagna entra in azione. La Camera dei Comuni ha votato a favore, con 397 sì e 223 no, dell’allargamento alla Siria dei raid “anti-Isis”, come chiesto dal governo Tory di David Cameron . Il voto è arrivato attorno a mezzanotte dopo un dibattito fiume segnato dal duello tra il premier e il leader laburista Jeremy Corbyn.

Secondo la Bbc sono stati più di 60, probabilmente 67, i deputati laburisti che hanno votato stasera con il governo conservatore e contro la linea del loro leader Jeremy Corbyn per l’allargamento dall’Iraq alla Siria dei raid britannici “anti-Isis”: superiori al previsto, su un gruppo di 232 parlamentari. Sì anche dagli unionisti nordirlandesi del Dup e dai Liberaldemocratici. Compatto invece il no degli scozzesi dell’Snp. Una dozzina infine, secondo le attese, i voti anti-raid fra i Conservatori più scettici.

A poco meno di un’ora dalla decisione del Parlamento, almeno due caccia-bombardieri Tornado della Raf sarebbero appena decollati dalla base di Akrotiri a Cipro per quella che potrebbe essere il primo raid contro postazioni di Isis in Siria. Lo riferisce la rete Sky News

Intanto altri Tornado della Raf (il numero non è ancora stato definito) sono pronti a decollare dalla base inglese di Marham per essere dispiegati nella base cipriota di Akrotiri. Da lì partiranno per colpire le postazioni dello Stato Islamico in Siria. Nella base di Akrotiri sono già presenti 8 Tornado GR4 che partecipano ai bombardamenti contro l’Is in Iraq. Sono questi bombardieri ad essere impiegati per primi nei raid in Siria, in attesa che gli altri Tornado GR4 provenienti dall’Inghilterra siano pronti all’azione. Come riporta la stampa britannica, i Tornado della Raf sono equipaggiati, tra l’altro, con bombe teleguidate Paveway IV e con missili di precisione Brimstone. Questi ultimi, in particolare, potrebbero rivelarsi particolarmente utili nei raid contro l’Is, perché in grado di colpire bersagli in rapido movimento e di dimensioni ridotte, limitando al minimo i danni alle aree circostanti e il rischio di vittime civili.

Gli esperti concordano sul fatto che la partecipazione della Gran Bretagna ai raid in Siria non inciderà in maniera decisiva sull’economia generale della campagna aerea. Secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità militari Usa, su un totale di 8.289 bombardamenti in Iraq e Siria, ben 6.471 sono stati compiuti dagli statunitensi. In particolare, in Siria, solamente 154 raid su un totale di 2.703, sono stati condotti dai bombardieri degli altri Paesi appartenenti alla coalizione internazionale a guida Usa.

Il Sole 24 Ore