Londra dice “no” alle quote migranti

Sbarchi Immigrazione Lampedusa

Nel giorno in cui l’Ungheria annuncia che costruirà una barriera alta quattro metri lungo i 175 chilometri che coprirà tutti il perimetro di confine con la Serbia per fermare il flusso di clandestini, arriva un duro monito di papa Francesco sui migranti. «Vi invito tutti a pregare perché le persone e le istituzioni che respingono questi nostri fratelli chiedano perdono», ha detto il pontefice ricordando che sabato prossimo ricorre la Giornata mondiale del rifugiato, promossa dall’Onu. Ma il segretario della Lega nord Matteo Salvini ha subito replicato a Bergoglio: «Ma quanti ce ne sono in Vaticano di rifugiati?», si è chiesto. Certo, ha aggiunto, «il rifugiato vero ha tutto il diritto essere accolto ma sono un quarto di quelli che arrivano». Dichiarazioni condannate dal mondo politico.

Oggi a Expo è arrivato il premier britannico David Cameron, che al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha assicurato che Londra metterà a disposizione «uomini e risorse» per collaborare con la nostra intelligence in Sicilia. Ma ha sostanzialmente opposto un “no” alle quote. «L’Italia – ha detto – non è sola». «Per affrontare il problema serve un approccio globale per lavorare con i vostri servizi di intelligence in Sicilia – ha spiegato – dove noi metteremo gente e risorse per provare a interrompere i collegamenti tra la gente che cerca di partire nel Mediterraneo e gli scafisti». «Ci rendiamo conto, assolutamente, che è qualcosa sulla quale bisogna lavorare a livello europeo», ha aggiunto Cameron, spiegando che «la Gran Bretagna gioca il suo ruolo non solo con le navi nel Mediterraneo ma anche con un grosso programma di aiuti in Nordafrica, che noi stiamo aumentando per provare a stabilizzare quel Paese».

Dopo l’incontro, Renzi ha affermato che «c’è condivisione» con il Regno Unito sul fatto che quello dei migranti «non è un problema italiano». Il presidente del Consiglio ha ammesso che «ci sono posizioni diverse sulle scelte da adottare e che adotteremo nel prossimo Consiglio europeo. Le modalità sono oggetto di discussione».

I ministri degli Esteri di Italia, Germania e Francia hanno inviato una lettera all’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, chiedendo «più responsabilità» nell’affrontare l’emergenza. Il testo, di cui è arrivata notizia a margine della visita a Berlino del titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, sollecita «una politica esterna sulla migrazione più attiva e inclusiva» da parte dell’Unione. I governi dei tre Stati fondatori hanno invitato Mogherini a premere perché «l’Ue si prenda le sue responsabilità e agisca», facendo uso di «un ampio spettro di strumenti».

L’Ungheria fa parte dell’Ue ed è quindi valido sul suo territorio il trattato di Schengen della libera circolazione. La barriera che Budapest vuole erigere non viola nessun accordo internazionale, ha però sottolineato Szijjarto. Il piano verrà discusso nel corso di un incontro di alto livello con la Serbia, che non fa parte dell’Ue, indetto per il 1 luglio. Secondo i dati dell’Ufficio d’immigrazione e nazionalità, sono circa 57mila le persone che sono entrate illegalmente in territorio ungherese quest’anno, in forte aumento rispetto alle 43mila del 2014. Tra di loro, molti afghani, siriani e pakistani, ha riferito il direttore generale Zsuzsanna Vegh. La creazione di una barriera anti-immigrati ha trovato terreno fertile anche in Bulgaria, che ha annunciato un’operazione simile con la Turchia per tenere fuori dal suo territorio i clandestini. «L’immigrazione è uno dei problemi più seri che affronta l’Unione europea oggi. I Paesi dell’Ue cercano una soluzione ma l’Ungheria non può aspettare ancora», ha avvertito il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto.

In Francia il governo ha annunciato un piano ambizioso per creare 10.500 nuovi posti letto per accogliere richiedenti asilo e rifugiati, ma a Ventimiglia l’atteggiamento del governo francese non è cambiato. Per il quinto giorno consecutivo sugli scogli dei Balzi Rossi, nella zona di Ponte San Ludovico, è rimasto il gruppo di migranti, fermi a pochi metri dal confine, in attesa di poter superare le Alpi francesi. Il governatore Luca Zaia, ha dichiarato che il Veneto è al collasso e che non ha più posto: «Di questo passo, così come altre Regioni, dovremo optare per le tendopoli, ma non è un fatto di civiltà ospitare uomini, donne e bambini sotto le tende».

La giornata è stata condita anche da uno sfogo di Beppe Grillo, seguito da un mea culpa. Il leader del M5S ha chiesto le immediate dimissioni di Ignazio Marino scrivendo sul blog che «non si può aspettare il 2016, bisogna andare a elezioni il prima possibile, prima che Roma venga sommersa dai topi, dalla spazzatura e dai clandestini». Dopo qualche ora è arrivata la correzione, con il passaggio incriminato che è diventato «dai topi, dalla spazzatura e dai campi dei clandestini gestiti dalla mafia».

La Stampa