L’olandese lascia Villa Stuart dopo la terza operazione al ginocchio

LA ROMA è PARTITA PER LA TOURNEE AMERICANASTROOTMAN(fotoTedeschi)

Eccola la luce in fondo al tunnel. Kevin la intravede e si rialza. Ha temuto di doversi arrendere per sempre, di non farcela più, invece ora ha elementi molto concreti per sperare di tornare in campo a breve. La Roma lo aspetta tra febbraio e marzo, in tempo per ritrovarlo nell’ultima fase della stagione, sperando che a quel punto la squadra sia ancora in corsa su tre fronti. E ritrovare uno così sarebbe un valore aggiunto pazzesco.
«Strootman tornerà a giocare» la promessa del prof. Mariani che lo ha operato a Villa Stuart martedì scorso, il terzo intervento in 18 mesi al ginocchio sinistro dopo i primi due effettuati in Olanda. Col senno di poi, si può dire mal riusciti. Sul «quando tornerà» il chirurgo non si è sbilanciato, perché le incognite non mancano dopo uno stop così prolungato e il fisico possente del centrocampista rende il recupero più lento e difficile. Ma sapere «che Kevin tornerà» è già una splendida notizia per tutti.
Ieri la «lavatrice», come lo ha ribattezzato Garcia, ha lasciato la clinica romana di Monte Mario dopo tre notti di ricovero. L’intervento è andato meglio del previsto, «la cartilagine sta bene» ha spiegato Mariani a Il Tempo , e non è certo un dettaglio. È vero che si è dovuto toccare anche il ginocchio destro per prelevare una sezione del tendine rotuleo necessario alla ricostruzione del crociato anteriore sinistro, ma il rischio di un intervento in due fasi è stato scongiurato. Il motivo è un paradosso della scienza: essendo sbagliato il posizionamento del crociato durante l’operazione di marzo 2014, Mariani ha potuto impiantare il nuovo legamento senza dover aspettare che l’osso si rimarginasse nei punti richiesti.
Perché aspettare tutto questo tempo, allora? È servito a convincere Strootman che non c’era altra soluzione. Lui sperava di poter ritrovare la stabilità del ginocchio proseguendo un lavoro specifico, ma la forza che serve a uno col suo fisico non l’avrebbe mai recuperata. E allora, dopo diversi consulti in giro per il mondo, si è arreso all’idea di tornare in sala operatoria.
Coccolato dalla società, Garcia, i compagni (ieri è andato a trovarlo De Sanctis) e i tifosi, che lo hanno inondato di foto in posa davanti a una lavatrice, ora lo aspetta un’altra battaglia. Ha lasciato Villa Stuart in compagnia dei genitori da un’uscita secondaria. Perché Kevin è uno che alla privacy ci tiene moltissimo. Non aveva le stampelle ma un tutore al ginocchio destro e una fasciatura al sinistro. Da oggi comincerà la fase di riabilitazione a Trigoria, seguendo un programma stilato dal prof. Mariani. All’inizio farà solo tanta fisioterapia ma già nel giro di 5 settimane dovrebbe iniziare a correre. Sarebbe la prima conferma della riuscita dell’operazione, anche se solo tra il 60° e l’80° giorno dall’intervento la parte medica del recupero si potrà considerare conclusa.
A quel punto verrà riassegnato all’area sportiva, con una graduale ripresa dell’attività che richiederà comunque tempo e cautela. Il primo obiettivo è quello di recuperare stabilità, flessibilità e forza del ginocchio. I progressi saranno monitorati settimanalmente con dei consulti programmati da Mariani, in presenza dello staff medico della Roma.
Ma l’aspetto forse principale sarà quello psicologico: se finalmente il «maledetto» ginocchio darà le risposte attese, allora Strootman si toglierà quell’inevitabile timore che lo accompagna da un anno e mezzo. L’obiettivo di rientrare tra febbraio e marzo è stimolante. Nel frattempo Kevin farà il tifo per la Roma e l’Olanda, al momento per nulla sicura di partecipare al prossimo Europeo. Ma una storia così tormentata merita un lieto fino. Su tutti i fronti.

IL TEMPO