L’occupazione torna a crescere Renzi esulta: “effetto jobs act”

LAVORO

Primi segnali diinversione di rotta per il mercato del lavoro ad aprile: dopo due mesi, riparte l’occupazione e calano i disoccupati. L’Istat registra, nel primo mese che ha visto interamente in azione il Jobs act, 159mila occupati in piu’, pari allo 0,7%. E al contempo cala la disoccupazione, che scende di 0,2 punti percentuali al 12,4%. Nel complesso, i disoccupati diminuiscono su base mensile dell’1,2% (-40 mila).

Nei dodici mesi il numero di disoccupati e’ diminuito dello 0,5% (-17 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,2 punti. In calo anche la disoccupazione giovanile che scende al 40,9%, in diminuzione di 1,6 punti percentuali rispetto al mese precedente. Anche il numero di giovani disoccupati mostra un lieve calo su base mensile (-8 mila, pari al -1,3%). L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di eta’ e’ pari all’11%, ovvero poco piu’ di un giovane su 10 e’ disoccupato. Tale incidenza diminuisce nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali.

Il tasso di occupazione, pari al 56,1%, cresce nell’ultimo mese di 0,4 punti percentuali. Rispetto ad aprile 2014, l’occupazione e’ in aumento dell’1,2% (+261 mila). Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra nell’ultimo mese un calo dello 0,7% (-104 mila). Il premier, Matteo Renzi, incassa il risultato positivo e affida ai social network il suo commento: “I dati Istat ci dicono che ad aprile, primo mese pieno di Jobs Act, abbiamo 159 mila assunti in piu’. Sono 261 mila in piu’ rispetto ad aprile 2014. Negli anni della crisi abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro e dunque 159 mila sono ancora pochi. Ma e’ il segno che il Jobs Act rende piu’ facile assumere”.

“C’e’ ancora molto da fare, specie su fisco, Pa e giustizia civile – scrive il premier sulla sua pagina Facebook -. Ma andiamo avanti ancora piu’ decisi, a viso aperto. In politica c’e’ chi urla e spera che tutto vada male. E c’e’ chi quotidianamente prova a cambiare le cose, centimetro dopo centimetro, senza arrendersi alle difficolta’. Avanti tutta, e’ ?#?lavoltabuona?”. A promuovere la riforma del lavoro e’ anche l’Ocse: secondo l’organizzazione di Parigi, il Jobs Act ha il potenziale per “migliorare drasticamente il mercato del lavoro”.

Di segnali “positivi” parla il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il quale si dice convinto “che le cose si stabilizzeranno”. Secondo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, “la riforma del lavoro e’ solo l’inizio, l’obiettivo deve essere quello del lavoro di qualita’”. E per “far ripartire il motore dell’occupazione”. e’ necessaria “una crescita forte della produttivita’”.

Cauto il giudizio del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo il quale l’aumento dell’occupazione ad aprile “sicuramente e’ un segnale positivo” ma “ci vuole un po’ di prudenza perche’ tutti questi dati vanno confermati sui periodi piu’ lunghi”.

AGI