Lo strappo di Fitto «FI terra di nessuno Berlusconi chiuso in un cupo bunker»

BERLUSCONI, DOPO STOP DI IERI NUOVA INIZIATIVA A STRASBURGO

«Siamo ora in un partito senza regole, dalla testa in giù. Siamo in un partito con dirigenti privi di qualunque legittimazione democratica. Ma davvero pensiamo che le liste possano essere fatte e disfatte dalla senatrice Rossi, o comunque dipendere da un suo finale atto di volontà?»: così ieri dal suo blog, il dissidente forzista Raffaele Fitto ha risposto al tentativo del leader di Fi Silvio Berlusconi di serrare i ranghi del partito, attaccando direttamente la senatrice fulcro del cerchio magico berlusconiano, autrice della circolare che in Puglia ha messo fuori dalle liste cinque notabili fittiani, e che in prospettiva pensionerebbe la vecchia guardia azzurra.
«Siamo in un partito senza una seria e credibile linea politica. Siamo soprattutto un partito con 9 milioni di elettori in fuga. E adesso qualcuno vorrebbe anche ”più bavaglio per tutti?”. C’è ormai un cupo bunker, costruito intorno a Berlusconi, dove pochi autonominati pretendono di decidere sulla sorte delle persone, e – peggio ancora – sulla linea politica», è la conclusione di Fitto che intende consumare il suo redde rationem sulla piazza elettorale pugliese. L’ex Cavaliere, che trascorre le festività pasquali in Sardegna, considera Fitto già fuori dalle dinamiche di Forza Italia: «Si ritiene già alternativo a Forza Italia. Sta tessendo la sua tela, dichiarazione dopo dichiarazione», è l’analisi fatta con i suoi collaboratori, raccontando di un copione che si ripete, in cui a ogni affermazione del leader segue la contestazione dell’europarlamentare pugliese. Ma a Berlusconi è piaciuto ancora meno l’attacco personale a Mariarosaria Rossi, l’amministratrice che, sottolineano i sodali del cerchio magico, «ha la sola colpa di tenere in piedi una situazione difficile, ereditata dai suoi predecessori».
I NOMI
La diretta interessata, dal canto suo, ha rispedito le accuse al mittente: «Io sono quella che ha cercato di stabilire delle regole, alle quali peraltro il presidente Berlusconi ha la facoltà di derogare. Ma non sono certo io ad avere il compito di compilare le liste. Nessuno ha mai contestato la legittimità di chi prima componeva le liste. E anche in quel caso non ero io». E se in Puglia le liste fino all’invio del commissario Luigi Vitali, erano state compilate da Fitto, ora lo strappo di Francesco Schittulli, pronto a correre con il sostegno dei dissidenti e senza Forza Italia, costringere Berlusconi a svolgere un lavoro supplementare per ritrovare una quadra, o addirittura scegliere un nuovo candidato in corsa. Sotto la minaccia dei Ricostruttori fittiani di rivendicare il simbolo di Forza Italia, in punta di statuto.
L’ex Cavaliere, però, pare concentrato su altro, sul suo progetto di rinnovamento, snellimento e ringiovanimento del partito, puntando per le elezioni di maggio su quattro regioni: il Veneto del leghista Luca Zaia, la Campania di Stefano Caldoro, la Liguria dove corre il consigliere politico berlusconiano Giovanni Toti e l’Umbria, dove la coalizione di centrodestra sostiene il sindaco di Assisi Claudio Ricci. Un elenco dove la Puglia non c’è.

Il Messaggero