Livaja insulta i tifosi: “Italiani bastardi”

Livaja

“Vieni in Croazia con me, italiani bastardi”. Su Facebook Marko Livaja risponde con queste parole di fuoco agli insulti che i tifosi hanno postato dopo il battibecco consumatosi durante Atalanta-Verona. 

Dopo qualche ora, però, l’attaccante è tornato a scrivere sul social network per porgere un ramoscello d’ulivo dicendosi a sua volta vittima di razzismo“Scrivo queste poche righe per scusarmi con tutti quelli che si sono sentiti offesi, ma ho perso la testa nei confronti di quei pochi tifosi che hanno pesantemente offeso mia madre. Pochi »razzisti« che mi hanno chiamato zingaro con insulti ancora più gravi legati anche alla mia nazionalità”.

Quando l’allenatore dell’Atalanta Stefano Colantuono l’ha sostituito, l’attaccante si è rivolto in malo modo ad alcuni sostenitori dietro la panchina, rivolgendo loro parole poco simpatiche e invitandoli coi gesti a fare silenzio. In serata le scintille sono proseguite su Facebook, con epiteti assortiti lasciati sulla pagina del giocatore, conditi da inviti ad avere rispetto della tifoseria bergamasca e a tornarsene in Croazia. Livaja ha reagito con un durissimo “italiani bastardi” e un altrettanto pericoloso “ci vediamo a Zingonia”. Una sfida che adesso gli ultrà potrebbero raccogliere, presentandosi martedì alla ripresa degli allenamenti per chiedere spiegazioni al bizzoso giocatore, che quest’anno era già finito fuori rosa dopo aver rifiutato di riscaldarsi a Udine.

In tarda serata, Livaja ha provveduto a rimuovere i due post e a fare mea culpa: “Mi auguro di non avere più queste reazioni, ma spero anche di essere criticato solo per le mie prestazioni sul campo. Colgo l’occasione per fare a tutti gli auguri di una serena Pasqua”. Ma ormai la frittata è fatta. Per ora l’Atalanta tace, complice anche le giornate di festa. Ma la polemica pasquale non deve essere piaciuta ai Percassi, proprietari della società, già delusi dalla terza sconfitta consecutiva. Non è escluso che nei prossimi giorni possa arrivare un provvedimento nei confronti dell’attaccante. Una cosa è certa: a fine stagione il rapporto si interromperà, senza grossi rimpianti.

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