L’ITALIA VOTA ANTONIO ANTONIO Ecco perché ora Cassano ha più chance in azzurro

Antonio Cassano

Undici metri di delusioneCassano a Euro 2008, c.t. Donadoni: Italia fuori ai quarti, ai rigori contro la Spagna Abbattuta la GermaniaCassano e Balotelli a Euro 2012: superata la Germania, travolti dalla solita Spagna LUIGI GARLANDO
«Le porte della Nazionale per Cassano non sono mai state chiuse, ma non sono neanche troppo aperte», spiegava Cesare Prandelli solo mercoledì scorso. Ma ora che non divora più merendine, Antonio potrebbe anche passare da uno spiraglio stretto e ritrovarsi a Rio de Janeiro. Sì, le quotazioni azzurre di FantAntonio stanno lievitando. Per merito suo e per demerito degli altri.
Il cancello di Coverciano potrebbe riaprirsi già il prossimo 14 aprile per i test fisici che tareranno la condizione degli azzurrabili per il Mondiale brasiliano. Vediamo perché.

Emergenza attacco Se Prandelli prende un foglio e scrive tre nomi per ruolo, quando arriva agli attaccanti, s’impianta. Soprattutto per le seconde punte. La sorte gli ha falciato la prima scelta al fianco di Balotelli, Giuseppe Rossi, e il partner di SuperMario al Milan: El Shaarawy. Entrambi stanno lavorando per rimontare. Se Pepito Rossi ritrova il campo e si rende convocabile con prestazioni convincenti, il sogno di Cassano si spezza. Ma non dovesse farcela Rossi, la concorrenza di Cassano è tutt’altro che imbattibile. Insigne fatica a trovare continuità, anche ieri, sotto lo sguardo di Prandelli, era in panchina. Le altre opzioni (Immobile, Gabbiadini…) si accendono a intermittenza. Zaza è stato quello che più ha convinto nello stage romano, ma anche domenica era riserva nel Sassuolo. Per questo il c.t. non può permettersi di sbattere la porta in faccia a Cassano.

Meglio di Euro ‘12 «In Brasile porterò 23 atleti, prima che 23 calciatori»: questa è la discriminante di Prandelli. Può rientrarci Cassano? Che ammette candidamente: «Faccio il falso 9 così corro di meno. Grazie agli altri che sgobbano, posso fare la ciliegina sulla torta…». Se corre poco nella primavera italiana, quanto potrà muoversi nell’estate tropicale di Manaus? Non avendo grandi talenti, l’Italia al Mondiale dovrà puntare tutto sull’intensità di gioco e sull’organizzazione tattica. Può farlo se un undicesimo gioca quasi da fermo? Ma, anche qui, due fattori giocano a favore di Cassano. Primo: i test più recenti fatti a Parma rivelano che Antonio ha il 30% di condizione in più rispetto a Euro ’12. Secondo: il ruolo che ha in mente Prandelli per il Mondiale.

Colpo di grazia Prandelli pensa a Cassano come all’opzione dell’ultima mezz’ora, quando, contro avversari stanchi, a ritmo più lento, la sua classe può spaccare e i suoi limiti atletici diventano sostenibili. In condizioni di grande equilibrio e di impegni ravvicinati che impongono il turnover, un’opzione del genere, alla Altafini, può fare la differenza. Se Pepito non recupererà, se Insigne e gli altri non daranno garanzie, Prandelli si porterà in Brasile l’opzione Cassano, quello del colpo di grazia finale. Uno che al Maracanà non trema, sorride.

Regole di gruppo Mettiamo allora che Cassano entri nel finale di Italia-Inghilterra e segni il gol-partita. Chi lo terrà in panchina nel match successivo? Quale pressione popolare si rovescerebbe sul c.t.? Cosa posterebbe la moglie Carolina che ieri ha twittato 4 pere per il Milan? Il ritiro aperto alle famiglie rischia di amplificare le tensioni collaterali. Quante energie risucchierebbe la gestione di due caratterini come Balotelli e Cassano? A Euro ‘12 ci furono problemi di convivenza. Cassano ebbe trattamenti di favore (cene nell’albergo della moglie, per esempio) ed esuberanze che non tutti gradirono. Anche un duro faccia a faccia con il c.t. Il gruppo non ha dimenticato. Non a caso, in queste ore di «votAntonio», dai senatori azzurri non sono arrivate clamorose aperture.
Ma Prandelli, forte dell’esperienza dell’Europeo, è convinto di poter imbrigliare Cassano con ferree regole di comportamento. Come in fondo è riuscito a Donadoni che ha spiegato: «Antonio fa quello che gli dico. I patti sono questi». E poi il gruppo ricorda pure che la miglior Italia di Prandelli si vide contro la Germania, quando Cassano trascinò e mandò a rete Balo. Anche i senatori vanno in Brasile per vincere. Un Cassano da 11 gol e 5 assist in campionato può aiutare. C’è di meglio? Prandelli aspetterà Pepito e continuerà a guardarsi attorno. Ma alla fine potrebbe votare Antonio.

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LUIGI GARLANDO
«Le porte della Nazionale per Cassano non sono mai state chiuse, ma non sono neanche troppo aperte», spiegava Cesare Prandelli solo mercoledì scorso. Ma ora che non divora più merendine, Antonio potrebbe anche passare da uno spiraglio stretto e ritrovarsi a Rio de Janeiro. Sì, le quotazioni azzurre di FantAntonio stanno lievitando. Per merito suo e per demerito degli altri.
Il cancello di Coverciano potrebbe riaprirsi già il prossimo 14 aprile per i test fisici che tareranno la condizione degli azzurrabili per il Mondiale brasiliano. Vediamo perché.

Emergenza attacco Se Prandelli prende un foglio e scrive tre nomi per ruolo, quando arriva agli attaccanti, s’impianta. Soprattutto per le seconde punte. La sorte gli ha falciato la prima scelta al fianco di Balotelli, Giuseppe Rossi, e il partner di SuperMario al Milan: El Shaarawy. Entrambi stanno lavorando per rimontare. Se Pepito Rossi ritrova il campo e si rende convocabile con prestazioni convincenti, il sogno di Cassano si spezza. Ma non dovesse farcela Rossi, la concorrenza di Cassano è tutt’altro che imbattibile. Insigne fatica a trovare continuità, anche ieri, sotto lo sguardo di Prandelli, era in panchina. Le altre opzioni (Immobile, Gabbiadini…) si accendono a intermittenza. Zaza è stato quello che più ha convinto nello stage romano, ma anche domenica era riserva nel Sassuolo. Per questo il c.t. non può permettersi di sbattere la porta in faccia a Cassano.

Meglio di Euro ‘12 «In Brasile porterò 23 atleti, prima che 23 calciatori»: questa è la discriminante di Prandelli. Può rientrarci Cassano? Che ammette candidamente: «Faccio il falso 9 così corro di meno. Grazie agli altri che sgobbano, posso fare la ciliegina sulla torta…». Se corre poco nella primavera italiana, quanto potrà muoversi nell’estate tropicale di Manaus? Non avendo grandi talenti, l’Italia al Mondiale dovrà puntare tutto sull’intensità di gioco e sull’organizzazione tattica. Può farlo se un undicesimo gioca quasi da fermo? Ma, anche qui, due fattori giocano a favore di Cassano. Primo: i test più recenti fatti a Parma rivelano che Antonio ha il 30% di condizione in più rispetto a Euro ’12. Secondo: il ruolo che ha in mente Prandelli per il Mondiale.

Colpo di grazia Prandelli pensa a Cassano come all’opzione dell’ultima mezz’ora, quando, contro avversari stanchi, a ritmo più lento, la sua classe può spaccare e i suoi limiti atletici diventano sostenibili. In condizioni di grande equilibrio e di impegni ravvicinati che impongono il turnover, un’opzione del genere, alla Altafini, può fare la differenza. Se Pepito non recupererà, se Insigne e gli altri non daranno garanzie, Prandelli si porterà in Brasile l’opzione Cassano, quello del colpo di grazia finale. Uno che al Maracanà non trema, sorride.

Regole di gruppo Mettiamo allora che Cassano entri nel finale di Italia-Inghilterra e segni il gol-partita. Chi lo terrà in panchina nel match successivo? Quale pressione popolare si rovescerebbe sul c.t.? Cosa posterebbe la moglie Carolina che ieri ha twittato 4 pere per il Milan? Il ritiro aperto alle famiglie rischia di amplificare le tensioni collaterali. Quante energie risucchierebbe la gestione di due caratterini come Balotelli e Cassano? A Euro ‘12 ci furono problemi di convivenza. Cassano ebbe trattamenti di favore (cene nell’albergo della moglie, per esempio) ed esuberanze che non tutti gradirono. Anche un duro faccia a faccia con il c.t. Il gruppo non ha dimenticato. Non a caso, in queste ore di «votAntonio», dai senatori azzurri non sono arrivate clamorose aperture.
Ma Prandelli, forte dell’esperienza dell’Europeo, è convinto di poter imbrigliare Cassano con ferree regole di comportamento. Come in fondo è riuscito a Donadoni che ha spiegato: «Antonio fa quello che gli dico. I patti sono questi». E poi il gruppo ricorda pure che la miglior Italia di Prandelli si vide contro la Germania, quando Cassano trascinò e mandò a rete Balo. Anche i senatori vanno in Brasile per vincere. Un Cassano da 11 gol e 5 assist in campionato può aiutare. C’è di meglio? Prandelli aspetterà Pepito e continuerà a guardarsi attorno. Ma alla fine potrebbe votare Antonio.

La Gazzetta dello Sport