L’ira di Mazzarri «Punti sprecati una vergogna…»

Walter Mazzarri

Ora ci spera il Bologna, atteso a San Siro sabato sera. Perché dopo i sussulti contro Fiorentina, Torino e Verona, l’Inter sembra tornata un ente benefico che regala un sorriso a tutti. Dopo l’Atalanta e l’Udinese, ieri è toccato a un Livorno arrivato con il morale sotto i tacchi alla sfida contro i nerazzurri ma poi uscito dal campo osannato dai propri tifosi. Quando era lecito aspettarsi una reazione per riacciuffare il treno del quarto posto, la squadra di Mazzarri si supera e per la prima volta in stagione compie l’impresa di farsi rimontare due reti. Giocando con la supponenza di chi (a torto) si crede grande e pensa che possano bastare gli unici nove minuti di vero calcio a fine primo tempo per cavarne tre punti. E Thohir? Ha visto la partita, ma ha preferito non commentare. A volte si resta proprio senza parole…

Annata storta… L’ente benefico di fatto salva la panchina di Mimmo Di Carlo, che dopo il k.o. interno del suo Parma (9 marzo 2008) per mano della Sampdoria allora allenata da Walter Mazzarri aveva subito uno dei tre esoneri in carriera. Pescato in campo da una telecamera mentre sconsolato dice «È una vergogna buttare punti così», il tecnico toscano – che rimane indietro nel parallelo con l’Inter di Stramaccioni, che pure la scorsa stagione era già in caduta libera, piena di infortunati e spremuta dall’Europa League – analizza: «Paghiamo un incidente, la testa non è a posto. È un’annata così, prendiamo le cose buone, fatte fino a quando si è pensato di averla chiusa. Non avevamo concesso nulla, poi prendi gol così… Abbiamo sbagliato 2-3 palle-gol anche sul 2-1. Gli errori si pagano. Cosa manca a Guarin per essere leader? Deve solo giocare bene, non essere leader. Questo errore può succedere, mi verrebbe da dire una giornata storta. Ma giornate così ci sono costate punti incredibili. Bisogna crescere e raccogliere dati per la prossima annata».

Sempre gli stessi «Sbagliano sempre gli stessi e vanno allenati di più mentalmente? Io ci provo, dedico del tempo al dialogo e forse non mi bastano nemmeno 24 ore. Alcuni riescono a capire, altri hanno a livello caratteriale dei limiti di attenzione. In allenamento fanno tutto per bene, non mi posso lamentare. Ma al livello di testa sono quelli. È la differenza tra il campione fatto e quello che deve diventarlo: sono cose da valutare in società. Perché fuori Hernanes? Non era tanto lucido. Sembrava la playstation, ci specchiavamo e non facevamo gol. Lui aveva speso molto, Guarin aveva riposato ed era fresco. A parte l’errore, ha fatto bene». Se Samuel doveva far fallo su Emeghara? Non riesce a fare fallo, anche se avesse voluto».

Nervosismo in mattinata E dire che la giornata per il tecnico di San Vincenzo, a pochi chilometri da qui, non era cominciata nel migliore dei modi. Mazzarri infatti durante la «riattivazione muscolare» svolta in mattinata era parso nervoso, allontanando tutti dal campo di allenamento. Motivo? Gli spifferi usciti ieri dalla Pinetina sulle novità di formazione. Dopo l’assurda prestazione del «Picchi», oggi alla ripresa potrebbero volare parole grosse.

La Gazzetta dello Sport