Lippi dice no, Lazio su Prandelli

PRANDELLI

Passano i giorni e il futuro di Pioli resta appeso a un filo. L’allenatore è in bilico, ha perso il controllo dello spogliatoio, può saltare da un momento all’altro. Le valutazioni in casa Lazio proseguono senza sosta, il presidente Lotito è piombato ieri pomeriggio a Formello per incontrare lo staff tecnico (non ha parlato alla squadra): la Lazio deve rialzare la testa, dovrà farlo al più presto, le prossime gare saranno fondamentali ma potrebbero non bastare.

Serve una scossa, il patron biancoceleste se n’è accorto da settimane, l’ambiente è depresso e i giocatori non riescono a reagire, la situazione è difficilmente recuperabile. La società si è già mossa, il sogno è Marcello Lippi, si tratta purtroppo di un amore non corrisposto: l’ex Juventus ha rifiutato la panchina della Lazio, Lotito e Tare nell’ultimo mese lo hanno contattato quasi quotidianamente, venerdì sera (al termine della sfida con i bianconeri) sono rimasti a rapporto sino alle 2 di notte.

Lippi non è convinto, ha fiutato il pericolo, non vuole correre rischi, ha declinato l’offerta. Tutto può cambiare, ma al momento sembra difficile, l’ennesimo «no» ha portato la dirigenza verso altri orizzonti: «Ogni settimana mi danno a Madrid, in Spagna, o in Italia – ha spiegato l’ex tecnico della Nazionale – appena ho detto che volevo rifare calcio, mi accostano ad ogni squadra in difficoltà. Ma non mi ha chiamato nessuno». La realtà però è un’altra, il gradimento c’è solo da una parte: se dipendesse esclusivamente da Lotito, forse Marcello Lippi sarebbe già l’allenatore della Lazio.

Così non è, occhio dunque alle alternative: dopo Brocchi, Prandelli, Guidolin e Yakin, è spuntato anche il nome di Bruno Giordano. Si tratterebbe più che altro di una mossa strategica per riportare gente allo stadio, l’ex numero 9 ha rappresentato i colori biancocelesti negli anni 80’, è ancora un idolo della tifoseria. Attualmente allena il Tatabanya in Ungheria, non avrebbe difficoltà a liberarsi in anticipo, guidare la Lazio è da sempre il suo sogno. I rapporti con il diesse Tare però non sono buoni, questo è l’ostacolo più spinoso da superare.

Attenzione allora a Prandelli, resta l’unica pista concreta a disposizione: Lotito ha già sondato il terreno, lo considera un buon tecnico, lo segue almeno da due anni. Ma Stefano Pioli non molla, tenterà di restare in sella, non ha voglia di arrendersi e crede ancora nel gruppo, in questa settimana si giocherà tutto. La Lazio deve recuperare terreno in campionato, con la Sampdoria sarà già decisiva, un altro passo falso porterebbe al cambio d’allenatore.

IL TEMPO