L’Inter soffre ma fa il tris: a Cagliari decide Icardi

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Tre vittorie di fila in campionato mancavano dal 2012. L’Inter le centra con Mancini, grazie ai guizzi di Kovacic e Icardi in capo a un match dominato nel primo tempo, sbloccato a inizio ripresa, gestito malissimo per venti minuti, chiuso (all’apparenza) da una magia di Icardi e portato a casa malgrado l’autogol di uno sfortunato Carrizo, comunque tra i migliori per come ha retto la baracca durante la solita bambola dei compagni.

PRIMO TEMPO — Zola perde i marcatori del 4-1 dell’andata Ekdal (febbre alta) e Sau (problema muscolare) e schiera un 4-3-3 con Mpoku e Cossu larghi e Cop riferimento centrale. Mancini invece conferma il 4-3-1-2 ma lascia in panchina capitan Ranocchia e Shaqiri, sostituiti rispettivamente da Vidic e Kovacic, che torna titolare dopo quattro panchine consecutive. In attacco con Icardi c’è Podolski. L’Inter parte bene, con un pressing alto che mette in difficoltà il Cagliari, anche se in area i nerazzurri si perdono. Quando il Cagliari sembra rialzare la testa, in contropiede la squadra di Mancini sfiora il vantaggio. Icardi difende bene palla su Capuano e trova in area Podolski, che salta Dessena ma piuttosto che tirare di destro perde l’attimo. Il tedesco va vicino all’1-0 anche al 24’ girando appena fuori di testa un cross di Santon. Ci vuole un super Brkic invece al 30’ per dire di no a Brozovic, innescato ancora da Santon, e poi sulla ribattuta a murare Icardi con la complicità di Avelar. Dessena non prende mai Santon e anche in mezzo i sardi ballano. A furia di sprecare, spesso si paga. Infatti serve un buon Carrizo per dire no a Cop, dopo che Mpoku era andato via a Campagnaro. L’Inter comunque torna a macinare gioco e nel finale di tempo ci provano ancora Icardi e Podolski. Però manca sempre un centesimo per fare un euro e un primo tempo dominato dagli ospiti si chiude sullo 0-0.
SECONDO TEMPO — Nessun cambio nell’intervallo, ma l’Inter raccoglie subito quanto seminato prima. Merito di Kovacic, che illumina di tacco e poi va a segnare con un piatto sinistro sotto alla traversa dopo che Podolski da sinistra aveva innescato Icardi. Zola ci prova con Longo per l’evanescente Cop e qualcosa succede, visto che Cossu per due volte si trova a tu per tu con Carrizo, bravo a chiudergli lo specchio. Il portiere si supera subito dopo su Mpoku, che si era bevuto Juan Jesus. Incredibile la trasformazione dei nerazzurri, andati in bambola proprio dopo aver trovato il vantaggio. L’affanno continua ed è Longo a sfiorare il gol dell’ex, ma super Carrizo c’è sempre. Merito al Cagliari, ma l’Inter mostra il solito limite: quando non fa lei la partita incapace di gestire palla e gioco, soffrendo l’indicibile. Il tempo di inserire Joao Pedro per Cossu e i nerazzurri dal nulla piazzano però la zampata. Medel pesca il taglio di Icardi, bravissimo a saltare Capuano e mettere nel sette uno splendido sinistro a giro. Siamo al 23’ e il Sant’Elia si ammutolisce. Certi vizi però sono duri a morire: Longo al 29’ va via a Vidic e centra il palo, la palla rimbalza sulla schiena di Carrizo ed entra in porta. Tutto ancora in bilico. Per gestire il finale Mancini prima toglie Podolski, per Dodò, e poi Brozovic, per Hernanes. Trascinato dal furetto Mpoku, il Cagliari produce l’ultimo sforzo. Ma Carrizo è sicuro anche sulla sassata di Conti su punizione. Ed Hernanes allo scadere centra una traversa ciclonica. Vince l’Inter e c’è poco da dire.
GAZZETTA DELLO SPORT