L’Inter disonora la Coppa, arriva un’altra figuraccia in Europa

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Seconda partita europea e seconda figuraccia dell’Inter. I nerazzurri cadono anche questa volta e dopo l’Hapoel Be’er Sheva, tocca allo Sparta Praga vestirsi da Barcellona o almeno a sembrar tale. I nerazzurri non vedono palla per i primi 45 minuti di gioco, completamente in balia degli avversari e con un Felipe Melo a dir poco imbarazzante.

TROPPE RISERVE – Eppure, almeno a parole, Frank de Boer ha spiegato di tenere molto a questa competizione, importante sia per il prestigio sia per gli introiti che comporterebbe avanzando oltre la fase a gironi. Ma il tecnico olandese non dimostra nei fatti quanto dice a parole e spedisce in campo una squadra troppo rimaneggiata: fuori Perisic, Icardi, Medel, Miranda e Ansaldi per scelta tecnica, che vanno ad aggiungersi ai quattro fuori lista (tra cui Joao Mario) e a Brozovic e Santon, lasciati a casa per ragioni diverse.

SENZA PANCHINA – La gara di oggi dimostra come Frank de Boer abbia a disposizione solo un massimo di 13 uomini su cui poter contare con massimo affidamento. Perché l’Inter ha si una panchina lunga, ma di scarsa qualità. Palacio si è messo ormai alle spalle i tempi migliori, Ranocchia non può e non deve essere la prima sostituzione in difesa per un club che vuole lottare ai vertici ed Eder inizia a diventare un problema serio. L’italo-brasiliano piace a de Boer, ma sembra aver dimenticato come fare gol. Insomma, i nerazzurri non hanno una rosa attrezzata per poter ragionare sulle tre competizioni. 

IN CINA NON SORRIDONO – Ma tutto ciò non può essere una scusante per Frank de Boer, infatti, anche lo Sparta Praga era privo di cinque uomini importanti e in patria vive un periodo tutt’altro che sereno. La squadra spedita in campo da Holoubek David era fitta di classe ’95 e ’96 e nel finale c’è stato spazio anche per un ’97. Insomma, l’Inter aveva tutte le carte per far bene anche con qualche titolare in meno, ma la sensazione è che i nerazzurri disonorino la competizione. É vero, domenica sera c’è la Roma, ma come ci arrivi dopo una batosta simile? Un altro fattore da considerare è quello legato ai cinesi: quanto saranno contenti? Il loro progetto dio sviluppo passa soprattutto da buoni risultati in campo europeo e continuare ad esibirsi in certe figuracce di sicuro non li esalta.

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