Libia, Londra mette a punto i raid

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Appena un mese il governo britannico aveva ammesso che in Libia c’è «una crescente presenza di gruppi affiliati all’Isis» e che «occorre valutare in fretta il modo migliore di affrontarla». Adesso, Downing Street passa dalle parole ai fatti.
Ufficiali della Raf e dei servizi segreti di sua maestà, assieme a colleghi francesi e statunitensi sono già operativi in una base vicino a Tobruk dove stanno pianificando gli interventi contro i “fortini” dell’islamismo radicale e dove intendono stabilire una base permanente della coalizione.

Un team di ricognizione
Si tratta, per ora, di un «team di ricognizione», rivela il Sunday Times, che a breve, una volta ottenuto il via libera politico, dovrebbe avviare le operazioni. Una fonte militare ha spiegato al domenicale londinese: «Stiamo mappando le milizie amiche in modo che non vengano colpite dai bombardamenti». Londra è anche pronta a inviare squadre speciali di terra con compiti di addestramento del fronte libico anti-Isis, «truppe non direttamente coinvolte negli scontri» ma pronte «a eliminare i leader dello Stato Islamico». Sono tremila i foreign fighters (dato delle Nazioni Unite) che sarebbero stati reclutati dallo Stato Islamico nell’area attorno a Sirte. Il fondato sospetto è che l’Isis abbia già cominciato a trasferire parte del suo quartiere generale dalla Siria al Nord Africa, in particolare in Libia. Motivo per cui Londra, Parigi e Washington hanno deciso di accelerare i tempi dell’azione. «Le roccaforti e i campi di addestramento dell’Isis a Sirte sono un pericolo ai confini dell’Europa che va eliminato». Il problema che resta sul tavolo è: quale governo di unità per la Libia una volta conclusa la guerra civile?

Corriere della Sera