Libia: Gentiloni, “cruciale fare l’intesa in due settimane”ù

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“Ci sono alcuni margini possibili di successo” nel dialogo tra le opposte fazioni in Libia mediato dall’Onu per la formazione di un governo di unita’ nazionale.
Ma “il tempo non e’ illimitato” ed “entro le prossime due settimane bisogna arrivare ad un risultato se si vuole puntare ad un governo di unita’ nazionale”.

Cosi’ il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che al Cairo ha incontrato il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry e il ministro algerino per gli Affari maghrebini e africani Abdelkader Messaleh nella seconda trilaterale dopo quella dell’8 aprile a Roma, dei Paesi maggiormente coinvolti negli sforzi diplomatici per la formazione di un governo di unita’ nazionale in Libia, a coronamento degli sforzi di mediazione dell’Onu.

“Vedo questa consapevolezza crescere – ha aggiunto il ministro – e mi auguro che la spinta che viene da Italia, Egitto e Algeria e che verra’ anche dal G7 e da altri Paesi, sia una spinta che induca finalmente i libici a capire che un accordo e’ nel loro interesse”. Dall’incontro odierno giunge quindi “un messaggio alle parti libiche ad unirsi e ad assecondare i tentativi di mediazione delle Nazioni Unite”, ha spiegato il titolare della Farnesina. Da questa riunione, ha spiegato, arriva “un messaggio molto forte in una settimana che puo’ rivelarsi decisiva.

Sono giornate le prossime, in cui prima in Marocco, poi in altre sedi internazionali, ci sara’ un tentativo di arrivare finalmente ad un accordo”. Domani riprendono i colloqui di riconciliazione, e l’inviato speciale di Palazzo di Vetro Bernardino Leone presentera’ alle fazioni di Tobruk e Tripoli una nuova proposta di accordo. Gentiloni e’ stato anche ricevuto dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

Durante il colloquio, ha raccontato il titolare della Farnesina, “abbiamo confermato le relazioni eccellenti tra i due Paesi, l’apprezzamento per il ruolo di stabilita’ che l’Egittosvolge in questa regione e l’impegno a lavorare insieme sui temi della crisi libica e sui dossier mediterraneo e mediorientale in generale. “Entro le prossime due settimane bisogna arrivare ad un risultato se si vuole puntare ad un governo di unita’ nazionale”, ha ribadito Gentiloni.

“La stabilizzazione della Libia e’ uno dei problemi principali e il tempo non e’ una variabile indipendente, ma e’ cruciale”, ha aggiunto. Da parte sua, ha proseguito, “l’Italia e’ pronta a rispondere da ogni punto di vista alle richieste che arriveranno dal nuovo governo di unita’ nazionale libico”. Ma anche i libici, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana, “devono sapere che opporsi a una soluzione diplomatica della crisi e’ una scelta grave per il popolo libico perche’ a essa non ci sono alternative”.

Entrando nel merito del problema immigrazione, Gentiloni ha categoricamente escluso che l’operazione Triton di salvataggio dei migranti nel Canale di Sicilia possa costituire un incentivo all’arrivo di ulteriori migranti: “Non c’e’ un fattore di attrazione derivante dall’azione europea”, ha detto.
“Tuttavia l’Italia chiede all’Europa di fare molto di piu'”, ha aggiunto. “Questa emergenza deve essere considerata sempre di piu’ un problema europeo”.

AGI