L’Europa promuove la manovra ma a marzo ci sarà un nuovo esame

EUROPA UE 3

Il governo porta a casa la prima promozione per la manovra. La Commissione europea riconoscerà all’Italia le «circostanze eccezionali» e, dunque, darà la possibilità a Roma di usare gli spazi di flessibilità consentiti dagli accordi europei. La legge di stabilità di Pier Carlo Padoan e Matteo Renzi, insomma, incassa il primo agognato via libera di Bruxelles. Il giudizio ufficiale tuttavia, arriverà solo dopodomani. Ma ieri c’è stata una riunione tecnica dei capi di gabinetto della Commissione, nella quale si sarebbe deciso di dare il disco verde ai conti italiani. Si tratta, tuttavia, solo di un primo passaggio. Un nuovo esame, più duro, ci sarà a marzo, quando l’Ue tornerà ad esaminare i bilanci di Roma, insieme a quelli di Francia e Belgio. All’Italia, sempre secondo quanto emerge, sarà comunque chiesto di «continuare nelle riforme». Riconosciuto che Roma ha diritto alla flessibilità a causa delle circostanze eccezionali, adesso rimane un altro nodo da affrontare: come si declina questa flessibilità. Sul documento tecnico per interpretare i criteri non ci sarebbe ancora un accordo. Non è tema da poco, perché a seconda di come si sposta l’asticella dei numeri potrebbe cambiare la correzione dei conti chiesta agli Stati membri, Roma compresa. Solo due giorni fa il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha inviato una lunga lettera al vice presidente della Commissione Valdis Dombrovskis e al Commissario agli affari monetari Pierre Moscovici allegando il cronoprogramma delle riforme che il governo ha messo in cantiere, includendo le scadenze previste per implementarle. Padoan, nella sua missiva, ha chiesto all’Europa di non chiedere ulteriori correzioni che «spezzerebbero le ali della ripresa» e, alla fine, comporterebbero un ulteriore aumento del debito pubblico. L’accordo tra l’Italia e la Commissione è per una correzione del deficit strutturale di 0,3 punti di Pil. Patto che Padoan pensa di aver già rispettato con l’ulteriore stanziamento di 4,5 miliardi nella legge di Stabilità.
I NODI DA SCIOGLIERE
Il governo, intanto, va avanti con il cantiere della manovra. Il pacchetto di novità che l’esecutivo punta ad introdurre nel passaggio al Senato della legge di Stabilità, continua a lievitare. Alla tassazione sulla casa che, ha spiegato il vice ministro Enrico Morando, sarà radicalmente cambiata con la local tax, si aggiunge l’ipotesi di un dietrofront completo sulla tassazione dei Fondi pensione. L’aliquota sui rendimenti è stata aumentata dall’11,5% al 20%. Al Tesoro avrebbero preparato delle simulazioni per abbassarla al 15-17% con un costo di 120 milioni. Ma in realtà, a via XX settembre, si è aperto un dibattito se i fondi pensione vadano considerate rendite finanziarie o risparmio previdenziale. Se dovesse prevalere questa seconda interpretazione, l’aliquota verrebbe riportata all’11,5% cercando coperture su altre voci. Anche sull’Irap, ha annunciato sempre Morando, nel passaggio al Senato verranno introdotte delle modifiche per sanare alcune storture della norma che, abolendo tutti i regimi agevolati precedenti per passare allo sgravio totale del costo del lavoro, finisce per penalizzare alcune tipologie di aziende.

Il Messaggero