L’Europa boccia l’ultimo ricorso: Berlusconi non può candidarsi

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STRASBURGO La Corte Europea dei Diritti Umani, per la seconda volta in pochi giorni, ieri ha respinto un’istanza dei legali di Silvio Berlusconi per consentire al leader di Forza Italia di candidarsi alle elezioni europee del 25 maggio. Proprio nel momento in cui a Roma lo stato maggiore del partito imponeva gli ultimi ritocchi alle liste, che andavano presentate alle corte di appello nel corso del pomeriggio, un giudice di Strasburgo ha definitivamente messo fine alla speranza di Forza Italia di essere formalmente guidata da Berlusconi. Ma la decisione della Corte toglie anche dall’imbarazzo il Partito Popolare Europeo, che vedeva di cattivo occhio la possibilità di una candidatura di Berlusconi per i suoi attacchi ad Angela Merkel, ma ha bisogno degli eletti di Forza Italia per sperare di imporre il proprio candidato alla presidenza della Commissione.
L’istanza alla Corte di Strasburgo era stata presentata dall’avvocato Ana Palacio, ex ministro degli Esteri spagnolo, a nome di alcuni parlamentari membri del Consiglio d’Europa, deputati al Parlamento Europeo e singoli cittadini italiani, che avevano sottoscritto una richiesta per sospendere gli effetti della sentenza Mediaset dell’agosto 2013 sul caso che, tra le pene accessorie, aveva sancito l’ineleggibilità di Berlusconi.
NON C’E’ RISCHIO
L’8 aprile un cancelliere di Strasburgo aveva già bocciato il ricorso ritenendo irricevibile la richiesta di «urgenza». Questa volta, è stato un giudice a stabilire che la Corte non può imporre a uno Stato membro del Consiglio d’Europa di prendere misure immediate per evitare una violazione di alcuni diritti sanciti dalla Convenzione europea dei diritti umani. «Questa possibilità è riservata ai casi in cui è a rischio la vita o l’incolumità fisica del ricorrente. Non è la situazione attuale del signor Berlusconi», spiegano fonti della Corte.
«Per chi è giudicato da un Tribunale e condannato non è moralmente accettabile restare in una posizione pubblica», ripetono dentro il PPE, quando si chiede di commentare le vicende giudiziarie di Berlusconi e il suo futuro politico nella famiglia dei popolari. Ma gli ultimi sondaggi indicano chiaramente che Forza Italia sarà decisiva per stabilire chi tra il Partito Popolare e il Partito Socialista Europeo avrà il diritto di scegliere il presidente della Commissione. Le ultime proiezioni dell’Europarlamento danno il PPE in vantaggio sul PSE di appena sei seggi: 214 a 208. Un sondaggio di ieri di PollWatch attribuisce 222 seggi ai popolari guidati dal lussemburghese Jean Claude Juncker e 209 ai socialisti capeggiati dal tedesco Martin Schulz. I 17 parlamentari europei che PollWatch attribuisce a Forza Italia sarebbero in grado di cambiare radicalmente gli equilibri dell’Europarlamento e spostare l’ago della bilancia per la presidenza della Commissione.
Del resto le parole del presidente del PPE, Joseph Daul, in passato molto duro nei confronti di Berlusconi, dimostrano che i popolari sono pronti a mostrare un po’ di benevolenza pur di conservare la maggioranza a Strasburgo. «Se guardate come hanno votato i deputati di Berlusconi sono stati una squadra che ha sempre votato con il Ppe», ha detto Daul martedì. Certo, «il linguaggio ed il sole del Sud cambiano un po’ le cose» con gli attacchi a Merkel e all’euro. Ma a livello di voti, secondo Daul, gli eurodeputati di Forza Italia «sono sempre stati totalmente disciplinati».

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