Lega oggi in piazza scontri a Roma Salvini: 4 squadristi non ci fermeranno

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ROMA Matteo Salvini guarda il cielo: «Spero che a Roma ci sia il sole». Ma c’è il rischio che il sole venga oscurato dal fumo dei petardi e dei lacrimogeni. Oggi la Lega Nord si raduna a piazza del Popolo, il pretesto è «mandare Renzi a casa», il vero scopo è provare a dimostrare che – con la complicità di Casa Pound e di altri gruppi dell’estrema destra – il verbo leghista sta facendo proseliti oltre i confini padani. «Andrà tutto bene» dice lui. Ma la vigilia è stata un tormento: scontri fra polizia e anti-leghisti, una chiesa occupata, traffico paralizzato dalle parti di viale Flaminio: Qualche fermo, un paio di feriti.
GLI ANTAGONISTI
Dal punto di vista dei lumbard la marcia su Roma del nuovo Carroccio è già un successo. Se ne parla e se ne discute come se fosse un evento epocale, soprattutto grazie all’amplificazione dei gruppi antagonisti che da ieri sono mobilitati. Qualcuno vorrebbe perfino impedire lo svolgimento della manifestazione convocata dalla Lega, ed è tutto grasso che cola per Salvini. Del resto, «molti nemici molto onore» è uno degli slogan preferiti dai suoi nuovi compagni di strada. Lui, il segretario federale, ci aggiunge del suo: «Non saranno certo quattro squadristi a fermarci». Come dire: tiriamo dritto.
Il leader padano è già a Roma, arrivato in serata con un aereo. Militanti e simpatizzanti partiranno questa mattina. Sono stati prenotati più di centocinquanta pullman in partenza all’alba dalle regioni del Nord, un’altra sessantina muoveranno verso la Capitale dal centro-sud. A questi bisogna aggiungere quelli che si sposteranno con quattro treni speciali prenotati sulla tratta Milano-Roma, e coloro che arriveranno coi mezzi propri. «Saremo più di cinquantamila» prevedono in via Bellerio. E anche se saranno di meno, diranno che sono comunque tantissimi.
I SINDACATI DI POLIZIA
Ufficialmente, l’adunata di piazza del Popolo si svolge sotto il simbolo della Lega Nord e del movimento «Noi con Salvini», in pratica l’appendice meridionale del partito padano. Però sono arrivate molte adesioni dal mondo della destra. Fratelli d’Italia ci sarà, e Giorgia Meloni parlerà dal palco. Ci saranno anche quelli di Casa Pound e di altri gruppuscoli dell’estremismo nero. Previsto pure l’intervento di un rappresentante dei sindacati di polizia. Sarà soprattutto interessante vedere se sul palco salirà pure Flavio Tosi, il sindaco leghista di Verona, colui che in questo momento nella Lega rappresenta la corrente anti-salviviana e che – malgrado il sostegno ottenuto in passato da alcuni elementi di Forza Nuova – contesta l’avvicinamento del Carroccio alla destra più radicale.
Difficile prevedere quanti saranno, invece, i partecipanti alle contromanifestazioni. «Mai con Salvini» è un movimento assai eterogeneo, nato proprio in vista del raduno di piazza del Popolo. Ieri alcune sue avanguardie hanno fornito un’anteprima delle proprie intenzioni. Al mattino, un centinaio di aderenti ai comitati per la casa hanno occupato per un’oretta la basilica di Santa Maria del Popolo, prima di essere trascinati fuori a forza dalla polizia. Nel pomeriggio in piazzale Flaminio hanno imbastito una sorta di sit-in mettendo in mostra anche un paio di canotti gonfiabili. Hanno tentato invano di raggiungere piazza del Popolo, già dichiarato off limits dalle forze dell’ordine. Ci sono state alcune cariche, lancio di lacrimogeni, il traffico della zona è rimasto paralizzato per un’ora. Oggi, secondo i loro programmi, dovrebbero tentare di impedire lo svolgimento della manifestazione leghista. Non sarà semplice visto che la Questura ha mobilitato più di duemila agenti a protezione del raduno leghista.
ROMA NON FA’ LA STUPIDA
Salvini ostenta sicurezza. «Scontri? Tafferugli? Queste scene da quarto mondo porteranno più gente. Noi ci saremo, saremo in tanti e pacifici. Non ci faremo spaventare da nessuno. Anche perché se ci sono dei violenti, uno Stato normale li isola, li allontana e, se serve, li porta in galera». In qualche modo sa di giocarsi buona parte della propria reputazione, costruita negli ultimi mesi con un presenzialismo quotidiano nelle piazze e in televisione. Ieri non si è fatto mancare neppure un intervento a una radio della Capitale: «Roma non fa’ la stupida… domani». Da dopodomani, invece, dovrà cominciare a pensare anche ad altro: le alleanze per le regionali di maggio e i dissensi interni al partito.

IL MESSAGGERO