Lega, Bossi denuncia Salvini per il vitalizio

MATTEO SALVINI

Approda in Tribunale la querelle tra le due anime della Lega: quella di Umberto Bossi e quella del nuovo corso di Matteo Salvini. Oggetto del contendere il vitalizio di 900 mila euro al ‘Senatur’ percepito dalla Lega che, secondo il quotidiano ‘La Repubblica’, dopo varie trattative sarebbe stato ridotto a 400 mila euro, poi a 200 e infine negato da Salvini a Bossi il quale ha citato davanti al Tribunale di Milano il suo partito. Nella ricostruzione di Repubblica, Bossi aveva ottenuto un sequestro cautelativo di 6 milioni di euro sui conti leghisti per assicurarsi il vitalizio e pagare la parcella del proprio avvocato, Matteo Brigandì.

Grazie alla mediazione del tesoriere del partito, Stefano Stefani, si era giunti una scrittura privata con la quale Bossi svincolava i sei milioni e si assicurava un vitalizio di 400 mila euro, poi ridotti a 200 per le difficoltà di cassa del Carroccio. L’accordo prevedeva anche la rinuncia da parte della Lega di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro il Senatur e i suoi due figli per i presunti fondi sottratti alla Lega. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe appunto stata l’annuncio della decisione del Carroccio di volersi costituire parte civile nel procedimento, la cui prima udienza è prevista il 10 ottobre. Da qui l’atto di citazione, di cui il quotidiano pubblica la fotografia della prima pagina, mentre, sul piano penale, Bossi si sarebbe riservato di denunciare Salvini per truffa. 

La Lega chiederà di essere parte civile non contro Umberto Bossi e i suoi figli Renzo e Riccardo, bensì contro gli altri sei imputati nel procedimento con al centro le presunte irregolarità nella gestione dei fondi del Carroccio e una truffa ai danni dello Stato di circa 40 milioni di euro. Da quanto si è saputo da fonti giudiziarie, la Lega ha dato mandato all’avvocato Domenico Aiello di presentare la richiesta di costituzione di parte civile all’udienza preliminare che si aprirà il prossimo 10 ottobre davanti al gup di Milano Carlo Ottone De Marchi solamente contro l’ex tesoriere Francesco Belsito, l’imprenditore Stefano Bonet, il commercialista Paolo Scala e contro tre ex componenti del comitato di controllo di secondo livello del partito, Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci e cioè coloro che avrebbero firmato i rendiconti irregolari presentati in Parlamento, tramite i quali, per l’accusa, sarebbero stati percepiti indebiti rimborsi elettorali nel 2008 e nel 2009. Nell’ambito dell’inchiesta il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e i pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini, contestando a vario titolo i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, appropriazione indebita e riciclaggio, hanno chiesto il processo nei confronti di Umberto Bossi, dei suoi figli Riccardo e Renzo il ‘Trota’, dell’ex tesoriere Belsito e delle altre cinque persone. Il procedimento riguarda oltre 40 milioni di euro di rimborsi elettorali incassati, secondo l’accusa, illecitamente dalla Lega quando a guidarla era ancora il Senatur. Soldi pubblici, ipotizza la Procura milanese, finiti nelle casse del Carroccio presentando a Camera e Senato rendiconti irregolari e di cui poi circa mezzo milione sarebbero serviti a Bossi e ai suoi figli per pagare una serie di spese personali: multe, lavori per la casa di Gemonio, vestiti, gioielli, fino al dentista. E ancora: una macchina nuova, l’ormai nota laurea albanese, le rate universitarie, il mantenimento dell’ex moglie e anche il veterinario per il cane. Belsito, invece, si sarebbe appropriato illecitamente di circa 2 milioni e 400 mila euro, cifra che, come è emerso dagli accertamenti, l’ex tesoriere avrebbe sottratto alla Lega, ora per altro parte offesa e che, come si è appreso, chiederà al gup di essere parte civile, ma non contro Bossi e figli. Per l’ex senatrice Rosi Mauro, inizialmente indagata in quanto sospettata di essersi appropriata indebitamente di quasi 100 mila euro, è invece stata chiesta l’archiviazione.

Ma il segretario Salvini nega problemi all’interno del Carroccio e lo stesso Bossi si schiera al fianco del suo successore. “Mentre la Lega si batte contro la follia di Mare Nostrum (2.000 sbarchi nel week end), contro gli studi di settore e per cambiare la legge Fornero scrive Salvini su Facebook –  alcuni giornali scrivono di “litigi interni alla Lega”: in una parola, scrivono CAZZATE! Abbiamo querelato più volte La Repubblica, quereleremo ancora.”

Nessuna guerra di carte bollate con Matteo Salvini, anche perché di lui ”mi fido – assicura Bossi –  è un ragazzo che deve farsi un po’ di spalle e se le farà”. 

ANSA