«Le Olimpiadi? Roma non può indebitarsi per altri anni»

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«Le Olimpiadi a Roma? Abbiamo appena finito di pagare una rata di 90 milioni che riguarda i Mondiali del ‘90 e abbiamo un debito di 13 miliardi di euro: fatevi i conti di quanto pesano sulle spalle dei cittadini questi eventi. Non ci si può indebitare per altri anni». La sindaca Virginia Raggi ai microfoni di Radio Vaticana è stata netta sulla questione della candidatura ai Giochi del 2024. «I romani non mi hanno chiesto di fare le Olimpiadi, ma se con un referendum le vorranno noi ci saremo».

A tutto campo
Dai rifiuti al sociale a Mafia Capitale: «Ho apprezzato l’encilica “Laudato sii”, che parla di cambiamenti climatici e spirito di comunità», ha detto Raggi. Sui rapporti con la Chiesa: «Ci guardiamo da una parte all’altra del Tevere». E sulla questione morale: «Dopo i tragici eventi riuniti sotto il nome di Mafia Capitale, che raccolgono tanti anni di mala politica, è importante che tutti i cittadini capiscano il bene comune che supera i particolarismi e l’egoismo. Noi abbiamo il dovere di riportare questi valori all’aperto delle istituzioni».

L’intervista all’emittente di via della Conciliazione si è svolta nel giorno dell’udienza privata da Papa Francesco, dove la sindaca si è recata alle dieci di mattina, commentando poi: «È una persona di grande umanità, mi ha fatto gli auguri». Raggi ha portato in dono al Pontefice un video con le voci dei cittadini da Ostia a Corviale, passando per San Basilio e Tor Bella Monaca: decine di romani che hanno rivolto un proprio pensiero al Santo Padre augurandogli di «andare avanti con quanto sta facendo». Un trentenne ha chiesto a Bergoglio di «concretizzare gli auspici espressi circa il pagamento dell’Imu per gli esercizi della Chiesa che svolgono attività commerciale».

«C’è una Roma dimenticata, le persone fragili hanno bisogno di attenzioni anche dal punto di vista economico. Con Mafia Capitale abbiamo visto come sono sfruttati gli immigrati: si diceva che rendono più della droga. Non dobbiamo fare soldi usando le persone, i soldi ci servono per aiutare le persone». Poi le barriere architettoniche, ostacolo per i ma anche per gli anziani con le carrozzine, i malati con le stampelle e i turisti con i trolley: «L’accessibilità riguarda tutti e dobbiamo guardare ai trasporti come alla cultura, penso alle persone non vedenti e non udenti. Ho creato un assessorato della Qualità della vita proprio per questo». Per quanto riguarda gli asili nido Raggi ha sottolineato: «I servizi scontano da sempre le politiche di tagli, invece dobbiamo dirigere i tagli sugli sprechi e aumentare l’offerta dei servizi: dobbiamo incrementare le liste d’attesa per l’accoglienza piena, gli asili nido sono i primi luoghi per la socializzazione e la crescita dei bambini».

Sul tema dei trasporti con bus tram e metro che pongono Roma indietro rispetto alle altre città del mondo, la sindaca ha rilanciato il risanamento di Atac: «Da qui al 2019 c’è la sfida con l’inserimento dei privati nell’azienda». E sugli interventi immediati ha ribadito e priorità delle corsie preferenziali per i bus, l’estensione del servizio in periferia «dove è stato tagliato», una rete di piste ciclabili e l’aumento del car sharing. «Ma anche incentivare il telelavoro che abbatte il traffico e la consegna del carico e scarico merci non in concomitanza con orari di punta. Tutte cose possibili nelle altre parti del mondo: dobbiamo copiare le buone amministrazioni, ma ci vorrà del tempo». E poi un particolare accento è andato sul senso di ingiustizia. «Basta con i furbetti che non pagano il bus, mettono l’auto in doppia fila… I romani non amano Roma? Non direi: noi abbiamo fatto una campagna sul rispetto delle regole e il 67 per cento ci ha dato fiducia. Sicuramente c’è un’azione culturale da fare e ristabilire rapporto di fiducia tra le forze dell’ordine e i cittadini. Mafia Capitale ci ha fatto vedere quanto la violazione sistematica delle regole ci ha lasciato con l’imbarbarimento dei servizi e delle offerte, dobbiamo ristabilire anche la certezza della pena per il rispetto delle regole: non si può tollerare che alcuni cittadini paghino il biglietto, facciano sacrifici per comprare le tessere mensili e annuali e poi ci siano altri che usufruiscono degli stessi servizi gratis». E sulle strade romane, tema fondamentale: «Ho già chiesto lo scadenzario di tutti i contratti in essere per riprogrammare le gare con attenzione al tema della manutenzione stradale: ricordo che nel 2015 un’inchiesta ha svelato mazzette per corrompere funzionari che avrebbero dovuto controllare i lavori».

«Abbiamo 150 impianti sportivi pubblici che cadono a pezzi: chi vuole praticare sport ha difficoltà oppure si deve iscrivere ai centri privati che sono più cari, quindi è fondamentale ripartire dallo sport nel quotidiano. Iniziamo da bambini nelle scuole per fare sport tutti i giorni: io per il mio alla scuola dell’infanzia ho dovuto pagare la ginnastica come extra perché non è prevista. Ma dai 3 ai 6anni è fondamentale il movimento, lo sport non è importante nel grande evento ma tutti i giorni, ci deve essere cultura del benessere. Se c’è quella di può anche parlare di altro, altrimenti no».

Corriere della Sera